lunedì 24 gennaio 2011

L'erba del Cavaliere

Te ne stai di domenica a smaltire avvisaglie d'influenza al calduccio, rintanato nella propria tana, al riparo da un tagliente vento di tramontana. Sei in piena crisi di rigetto, per overdose dei particolari più o meno scabrosi sulle feste di Arcore. E forse maggior nausea ti causa il dover ascoltare difese impossibili da "avvocati d'ufficio" a corto d'argomenti ma non di "lingua".
Insomma te ne stai lì sul divano, a consultare un manuale per la raccolta di erbe spontanee commestibili, quando volti la pagina e leggi il nome volgare della nuova varietà da studiare: Beccabunga
Ti fermi, rileggi e ti accorgi sorridendo che è proprio quello il nome. Allora continui e vedi che il nome latino è Veronica Beccabunga (!!), che la famiglia a cui appartiene è quella delle Scrofulariacee (!!!) e che in gergo è detta anche erba favassina (!!!!).
E' a quel punto che inizi ad avere quasi la certezza che, come l'erbavoglio, cresca solo nel giardino del Re.

mercoledì 12 gennaio 2011

Corone di spine per poveri cristi

Ponzio Pilato Sacconi si affacciò alla finestra e chiese al popolo delle tute blu lì radunato in trepidante attesa:
"Volete che liberi i poveri cristi di operai o quel ladro di diritti di Barabba Marchionne?"
Sotto il pungolo degli scherani di Giuda Bonanni, e nel silenzio di troppi, si levarono isolate poche urla: Barabba, Barabba!
Ma ciò bastò al governatore romano.


Furono allora distribuite, e collocate sulla testa di ogni operaio a capo chino, corone di spine assemblate negli stabilimenti polacchi e serbi del gruppo.
Poi in un silenzio quasi irreale si udirono solo un paio di commenti rilasciati al microfono di un sorridente giornalista del TG1 MinzulPop.
Dapprima Montezemolo disse: "Il rosso sangue è sempre stato riconducibile al marchio più prestigioso del gruppo, la Ferrari."
"La covona diventevà espvessione di una stvaordinavia ricevcatezza, come l'ovologio sul polsino" replicò poi l'ultimo rampollo Agnelli.
E l'oscurità scese.

lunedì 10 gennaio 2011

Su liste, vertigini e avvenuti crolli

Dedicato a chi ha ormai reazioni allergiche tipo orticaria e senso di vertigine alla lettura di liste.

"Uno dei segnali è che ti metti a compilare liste. Di titoli, luoghi, cose, persone. Il sintomo in sé non è negativo, può essere semplicemente che, giunto a una certa età, vuoi mettere ordine. Però se,una volta ultimato l'elenco, lo strappi e inizi a stilarne un altro, la faccenda si fa seria. Significa che non stai cercando di capire il passato, quanto piuttosto di sfuggire al presente. Del futuro, meglio non parlarne. Brutta sensazione, anche a riconsiderarla alla luce del giorno. Figurarsi alle tre del mattino, nella sovraeccitazione dell'angoscia, dell'insonnia. Intorno a te non è successo niente, il mondo procede come sempre, come al solito gli altri ti vedono, ti riconoscono, si illudono di conoscerti. Ma dentro di te qualcosa si è incrinato, una crepa ti attraversa allo stesso modo in cui attraverserebbe un piatto che potrà sempre tornare utile in cucina, pur essendo ormai estromesso dal servizio buono. Il crollo è avvenuto."

tratto da Francis Scott Fitzgerald "Il crollo" Adelphi



domenica 2 gennaio 2011

L'ultimo Capodanno dell'inermità(*)

(*) leggi qui su dizionari e inermità


Eliminate le ultime scorie del Cenone di  Capodanno? Recuperato il sonno perduto? Snebbiati gli ultimi fumi dell'alcool?
Sii??
Immagine dal sito http://www.marcocastella.it/
Beh,  allora il bivio che vi si presenta davanti è sempre lo stesso. A destra vi attende il prossimo 31 Dicembre per una nuova dose di illusioni a buon mercato, a sinistra una rivoluzione radicale di questo sistema. Ma state attenti, perchè a volte qualche buontempone si diverte ad invertire i cartelli. Non fatevi ingoiare da nuove rotonde al centro della strada, buone per tutte le direzioni, finireste solo per perdere tempo troppo prezioso girando in un orbita centripeta. Infine non seguite i consigli di dubbia utilità per  i quali tanti gendarmi si sbracciano nelle divise di diversi colori.
 Il volante è nelle vostre mani. Quindi spegnete gli schermi, niente navigatori. Per il vostro percorso basta una buona Carta...quella costituzionale. Ma attenti, la strada sarà lunga e accidentata, dovrete forse affrontare dei posto di blocco. Abbatterete cavalli di frisia e andrete oltre, lungo un sentiero poco praticato e ormai  sommerso da mille rifiuti. Dovrete volerlo. E se allora qualcuno ancora proverà a fermarvi con le maniere forti io so già che reagirete. A mani nude e con la forza del giusto rasperete la terra e i ciottoli lungo il percorso sempre più impervio. Sarà dura ma so che non perderete di vista il punto di arrivo di un paese più giusto.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva