domenica 11 ottobre 2009

Chi si loda, si sbroda!

La saggezza popolare a cavallo dei confini tra Abruzzo e Marche delega al vecchio adagio"Chi si loda si sbroda" l'insegnamento, spesso rivolto ai bambini, teso a criticare e a ridimensionare tutti quei comportamenti improntati a presunzione e protervia. Ma si sa, i bambini crescono, sostituiscono ai calzoncini corti i doppiopetti blu, e spesso smettono di sognar di costruire Legolandia e finiscono per diventar palazzinari alla periferia della capitale IMmorale d'Italia. Si proprio la città da bere, mangiata, masticata e sputata piena di verde bile padana alle soglie del ventesimo secolo... E si sa anche che il passare degli anni non rende migliori i difetti: la tracotante sfacciataggine diviene allora arroganza...di Padrone di palazzo a cui manca solo il balcone. Un dettaglio meramente architettonico nella considerazione di chi trapianta capelli così come sostituisce al cervello la prostata. Tutto al servizio di se stesso, e del suo ego smisurato, novello discrimine di una democrazia malata in un paese malato. Rullo compressore che insieme alle istituzioni prova a schiacciare le residue deboli e lacerate resistenze in questo cammino verso l'Olimpo di autoincoronato Zeus dei giorni nostri.

Poi un giorno un granello di questa democrazia, figlia di nobili padri loro malgrado senza progenie, inceppa il meccanismo e ferma tutto... E colui che sembrava lanciato sull'abbrivio delle magnifiche sorti e progressive di un potere smisurato, riappare per quello che è: un povero vecchio a cui la negazione dei trucchi tv esalta la profondità delle rughe.
Ora che le lodi di Narciso e finalmente i lodi giungono al pettine del giudizio democratico, io con fiducia attenderò il suo sbrodolarsi...come un vecchio decrepito qualsiasi!


Foto in CC da rrtaddei

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva