giovedì 13 settembre 2012

Numero chiuso: l'Italia per principianti

Una falsa meritocrazia costruita su numero chiuso e test di accesso, oltre al naturale sbarramento per censo, dovuto all'aumento delle tasse universitarie e alla riduzione dei fondi per il diritto allo studio. Sono i nuovi e i vecchi ostacoli a quella mobilità sociale sempre più difficile nel paese più vecchio e privo di prospettive di cambiamento.Non chiamatela più Università
Le parole sono importanti.

"Non fate studiare architettura ai vostri figli. Non ne vale la pena. Se lo fate per il successo, per il denaro, per la fama, insisto, è un consiglio spassionato: lasciate perdere.
...
Vi ritrovereste con figli frustrati, incapaci di relazionarsi col mondo del lavoro: troppo tecnici per gli artisti, troppo artisti per i tecnici, né carne né pesce insomma. Se lo fate per il prestigio, meno che meno. Non esiste categoria più bistrattata, sfottuta, derisa: dai padroni di casa, dagli imprenditori edili, dai muratori, dagli ingegneri, dai geometri. Un incubo.
Lo volete così vostro figlio? Perché fargli questa cattiveria?
...
Tanto ve lo dico subito, il lavoro (di architetto intendo)non lo trova. A meno che non abbiate l'infinita pazienza di vederlo leccare i piedi nello studio di qualche affermato professionista per anni. Per dodici-sedici ore al giorno: a tirare linee, a disegnare sempre e solo scale di sicurezza e pozzetti d'ispezione, e tutto gratis o per un rimborso spese ridicolo, giusto il costo dei panini e della tessera mensile del tram. Tutto questo per poter mettere sul curriculum, dopo essere stato spremuto come un limone per anni e buttato fuori come di routine dallo studio(mai affezionarsi troppo ai propri sottoposti), di aver lavorato per lo stimato professionista. Che non serve a nulla. perchè se si va a fare un colloquio con un altro stimato, stimatissimo professionista, si ritorna nel girone infernale dei pozzetti d'ispezione e dei rimborsi spese ridicoli.
...
Ma l'architettura non era il gioco sapiente dei volumi sotto la luce del sole?
Non era una totalità inscindibile? E tu allora citi il sociologo urbano, il filosofo, il poeta, e tutti ti guardano scuotendo la testa (questi architetti! Bah!): c'è da finire quella pratica, ci vai tu a fare la fila al catasto?"

da Metropoli per principianti di Gianni Biondillo 

Foto In CC da Mait Jüriado


martedì 21 agosto 2012

Proiettili al platino: mandanti europei




Marikana , Repubblica Sudafricana  Agosto 2012

36 minatori uccisi dalla Polizia durante lo sciopero per rivendicare miglioramenti salariali.

Sul proprio sito la società mineraria Lonmin  parla della costruzione di corretti rapporti di lavoro e della violenza degli scioperanti. Nella galleria d'immagini in homepage anche molti volti di lavoratori sorridenti.

No comment. Solo una informazione dal sito http://it.transnationale.orgGli azionisti Lonmin sono:

Aegon NVPaesi Bassi3,4
Deutsche Bank AGGermania4,7
FMR Corp. (Fidelity Investments)Stati Uniti4,3
JP Morgan & Co.Stati Uniti3,8
Legal & General GroupInghilterra3,3
Merrill Lynch & Co.Stati Uniti5,9
Newton Fund Managers Ltd.Jersey6,1
Prudential plc.Inghilterra8
Scottish Widows Investment Management Ltd.Scozia5,5
Xstrata AGSvizzera29,4dati Les Echos
Zurich Financial Services

domenica 5 agosto 2012

L'ultima estate romana di Renato

E' morto d'estate. 
In quella stagione che aveva sottratto a un élite per donarla alla cittadinanza tutta. 
L'Estate Romana, creatura del Renato Nicolini uomo colto, prima che assessore, fu la svolta. Il tentativo riuscito di riappropriarsi della città, di renderla contenuto e non semplice seppur splendido contenitore. 
La possibilità di conoscere linguaggi e modalità espressive spesso confinati. Espressione di fiducia nella importanza dell'effimero nella vita quotidiana delle persone. Esempio internazionale da seguire e concreta manifestazione di comunismo intellettuale. 
Arrivederci Renato...



Ma c’era sopratutto la sensazione che, quello che Renato chiamava con questa espressione così convincente il «meraviglioso urbano», fosse proprio una realtà. Una realtà forte, un’incredibile ricchezza…

Jack Lang, già Ministro della cultura francese

mercoledì 1 agosto 2012

Londra 2012 e il bambino nascosto

XXX Olimpiade. Le immagini dei Giochi per eccellenza scorrono con continuità sugli schermi. Un flusso rutilante di gesti atletici, di tecniche al limite della profana comprensione, di centesimi di secondo, di Buckingham Palace e del Big Ben, di record ,  bandiere, inni...
Ora lo so cosa mi tiene lì a guardarle. Non è l'ammirazione per atleti sulla cui integrità ed onestà non metterei più da tempo la mano sul fuoco. Non la sempre più presunta imparzialità dei giudici di gara. E nemmeno lo sciovinismo dei nazionalisti della domenica, tutti trombette e parrucche.
E' solo colpa di un "mostriciattolo" imberbe, il bambino che è in me.

"Per tante cose sarò sempre come un bambino, ma uno di quei bambini che fin dall'inizio portano dentro di sé l'adulto, in maniera che quando il mostriciattolo diventa adulto davvero succede che a sua volta questo porta dentro di sé il bambino, e nel mezzo del cammin si verifica una coesistenza raramente pacifica fra almeno due aperture sul mondo."

J.Cortàzar da "Del sentimento di non esserci del tutto"


Foto in CC di Vinoth Chandar



martedì 31 luglio 2012

Taranto: il sindacato cieco

Se vi chiedessero di barattare la vita dei vostri figli, e magari della progenie tutta, con un piatto caldo, un tetto sicuro e l'auto con cui recarvi il fine settimana a fare la spesa nella cattedrale del nostro tempo, accettereste?
E' proprio questa la proposta indecente che i sindacati dei lavoratori dell'ILVA di Taranto stanno facendo agli operai. Dunque, torniamo a noi, accettereste o vi ribellereste alla condanna a una bomba a orologeria posta sotto la vostra seggiola? Provereste a cercare altre soluzioni, altre prospettive? O vi dedichereste ad una miope difesa del veleno nelle verdure del vostro orto, nell'erba su cui giocano i vostri bambini, nel mare che restituisce fauna ormai irrimediabilmente malata?
Eppure una soluzione ci sarebbe. Chiudere l'ILVA e smantellarla, pezzo per pezzo, piastra per piastra, tubo per tubo...
E con essa chiudere la falsa prospettiva che lo sviluppo passi inesorabilmente per l'avvelenamento, il saccheggio e la distruzione del territorio. E poi investire in un piano di risanamento, a cui condannare almeno economicamente l'Impresa,   che ha distribuito nei decenni dividendi milionari ai propri azionisti sulla pelle di operai e cittadini.
Risanare e ricreare le condizioni per un vero sviluppo fatto di attenzione al territorio, alla sua ricchezza naturale e culturale, alla salute delle persone. Perdere apparentemente tutto per tornare a guardare il futuro con nuova e illimitata speranza.


Ho una grande barba, le spalle curve, i vestiti marroni. Non porto occhiali né ho un con me un bastone. Niente trucchi da quattro soldi. Ma capisco che la televisione accesa è in bianco e nero o a colori. E anche se sul divano c'è una ragazza con la vestaglia aperta e le gambe nude.
Sono rimasto vedovo da poco e nella vita ne ho fatte di cose. Ma abito un mondo pieno di suppellettili e di elettrodomestici che non posso vedere, e unghie smaltate, mobili usati nei giardini, secchielli pieni di ghiaccio, telefonate sbagliate e gente che se la passa male.
L'unica cosa che posso chiederti è di descrivermi una cattedrale con parole esatte, "come se ne andasse della tua vita". E di sederti con me per terra, sul tappeto,a disegnarla insieme, questa cattedrale, sopra una busta di carta del supermercato, con una penna a sfera.
A pensarci bene, non siete voi che mi insegnate a guardare. State solo imparando ad essere ciechi.


da "Cattedrale" di R. Carver

Foto di Gin Fizz concessa in CC

mercoledì 16 maggio 2012

La stupenda purezza dei sentimenti


Solo 22 anni fa, l'omosessualità era ancora per l'OMS Organizzazione Mondiale della Sanità una malattia mentale.
Ma ancora oggi, secondo l’Agenzia per i diritti Fondamentali dell’Ue, l’Italia è il paese con il maggior tasso di omofobia sociale, politica e istituzionale.
Dire No all'omofobia, significa dare finalmente attuazione all'art.3 della Costituzione che tra l'altro bandisce distinzioni sulla base di condizioni personali e sociali.




"In realtà, io, sono il ragazzo, loro
gli adulti. Io, che per l’eccesso della mia presenza,
non ho mai varcato il confine tra l’amore
per la vita e la vita…
Io, cupo d’amore, e, intorno, il coro
dei lieti, cui la realtà è amica.
Sono migliaia. Non posso amarne uno.
Ognuno ha la sua nuova, la sua antica
bellezza, ch’è di tutti: bruno
o biondo, lieve o pesante, è il mondo
che io amo in lui – ed accomuno,
in lui – visione d’amore infecondo
e purissimo – le generazioni,
il corpo, il sesso. Affondo
ogni volta – nelle dolci espansioni,
nei fiati di ginepro – nella storia,
che è sempre viva, in ogni
giorno, ogni millennio. Il mio amore
è solo per la donna: infante e madre.
Solo per essa, impegno tutto il cuore.
Per loro, i miei coetanei, i figli, in squadre
meravigliose sparsi per pianure
e colli, per vicoli e piazzali, arde
in me solo la carne. Eppure, a volte,
mi sembra che nulla abbia la stupenda
purezza di questo sentimento. Meglio la morte
che rinunciarvi! Io devo difendere
questa enormità di disperata tenerezza
che, pari al mondo, ho avuto nascendo.
Forse nessuno è vissuto a tanta altezza
di desiderio – ansia funeraria
che mi riempie come il mare la sua brezza."

Da "la Realtà" di P.P. Pasolini




mercoledì 18 aprile 2012

CasaPound e gli sciuscià

Umbria, Elezioni Amministrative 2012

Pacchi di pasta gratis per ottenere voti.


CasaPound, l'organizzazione di ispirazione neofascista, con rappresentanti di rilievo regionale candidati nelle liste a sostegno del candidato sindaco del centrodestra  a Todi,  come Achille Lauro, il populista, fascista e monarchico sindaco nella Napoli dell'immediato dopoguerra.
Dunque l'Italia del 2012 considerata come la disastrata Napoli degli sciuscià di sessant'anni fa?


Sembra proprio di si.
In fondo perché meravigliarsi?


Oggi come nel 1952, si trova sempre qualcuno che per sbarcare il lunario cerca di dare una sporcatina di nero allo stivale.






Foto in CC di Zverina

lunedì 9 aprile 2012

All'ombra de' cipressi e dentro l'urne...

Chissà se Martin Azua, giovane designer spagnolo, nell'ideare l'urna biologica nella quale deporre le ceneri del caro estinto, abbia tratto ispirazione dai Sepolcri di Ugo Foscolo.
Eppure questa idea, semplice e rivoluzionaria al tempo stesso, tanto potrebbe mutare l'idea della morte nel nostro immaginario, rendendola semplicemente e quasi miracolosamente un nuovo inizio, anche in assenza di convinzioni religiose.
E in questa giornata solitamente dedicata a gite bucoliche e ad altri passatempi all'aria aperta della giovane primavera, mi piace segnalare questa idea che
"sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata amica
le ceneri di molli ombre consoli".


E voi quale albero vorreste diventare?

Foto in CC di Stuck in Customs

domenica 8 aprile 2012

La Resurrezione raccontata ad un bambino

Be', arriva quel Natale di guerra e scegliamo un bel galletto e lo portiamo ai padroni e quelli invece di tirargli il collo lo regalano al figlio piccolo. B. si chiamava 'sto figlio. E questo B. si innamora della bestiola. Se la porta al guinzaglio, non l'abbandona manco per andare la domenica in chiesa. "Però la notte la deve lasciare in cortile, non gli permettiamo di portarcela dentro casa, - ci raccontavano i genitori, - noi non gli tiriamo il collo, ma prima o poi morirà di vecchiaia e B. farà una tragedia". E quel giorno è arrivato. Una sera il nostro cane, perché noi c'avevamo un cane, è entrato dentro casa col gallo fra i denti. Il gallo morto e tutto sporco di terra. "Il cane gli ha ammazzato il gallo e c'è stata pure la colluttazione" dice mio padre. Così senza starci a pensare sfila quel ciuffo di penne dalla bocca della bestia, lo va a seppellire in giardino, corre nel gallinaro e prende un altro galletto. Senza farsi vedere glielo mette nel cortile del padrone. Il giorno appresso sentiamo cantare il gallo. Siamo contenti perché ci pare di aver fatto un lavoro pulito. Che non se ne accorgeranno dello scambio. Ma B. corre in cortile. Corre la madre che urla e sviene. poi esce il padre, si abbracciano e corrono in chiesa.
Io  faccio finta che non so niente e appena tornano a casa chiedo a B.:"che è successo?"
Mi dice "te lo ricordi il galletto?" 
Dico "sì".
Dice "quello che mi regalaste voi!" 
Dico "sì, sì. Embè?"
Dice che "ieri mia madre si è stufata di vedere 'sto gallo che cacava in cortile, gli ha tirato il collo e l'ha seppellito in giardino".
Dico "no!"
Dice " e stamattina l'abbiamo ritrovato vivo che girava tutto pimpante. Mia madre è svenuta. Io sono un bambino scettico, ma adesso ho visto il miracolo. Il galletto è risorto. E' uscito come Cristo dal sepolcro ed è tornato a zompettare in giardino".




Da  "Lotta di classe" di Ascanio Celestini
Foto R.Celani Vienna 2011

venerdì 3 febbraio 2012

Addio al disincanto stupefatto di Wislawa Szymborska

Fino a pochi anni fa molti di noi non la conoscevano nemmeno.
Il sorriso di quell'anziana signora polacca entrò, grazie alla TV, nelle nostre case solo nel 1996, insieme alla notizia del premio Nobel appena assegnatole.
Scoprimmo allora un piccolo universo fatto di profondità volutamente occultata nella quotidiana semplicità.
Non amava i versi altisonanti bensì l'uso del paradosso e la ricercata ma arguta ironia.
Accolse l'assegnazione del Nobel dicendo di voler "tornare nell'ombra da cui era venuta". Ora potrà farlo.  
Custodiremo noi le sue opere come semplici ma non meno splendide luci.


Discorso all'ufficio oggetti smarriti


Ho perso qualche dea per via dal sud al Nord,
e anche molti dei per via dall'Est all'Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi è sprofondata nel mare un'isola, e un'altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli, chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza. 
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe, me ne uscivo di senno più e più volte. 
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.
Perduto, smarrito, ai quattro venti se n'è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l'ombrello sul treno.

W. Szymborska

Foto concessa in CC da Dev Null

venerdì 27 gennaio 2012

La pesante valigia di Irene




* "Di vostra madre, oltre al ricordo, è rimasta una valigia che avete custodito gelosamente negli anni. È l’ormai famosa valigia con il manoscritto di Suite française, l’opera che avrebbe dovuto comportare cinque parti, due sole delle quali erano state compiute al momento dell’arresto.
Quella valigia in effetti è diventata un oggetto di culto. Tanto che  all’esposizione del Museum of Jewish Heritage di New York è stata messa in bella mostra. La cosa mi ha fatto sorridere. L’ho ereditata al momento dell’arresto di mio padre. Era molto pesante. Dopo avermela affidata mio padre mi disse che non avrei dovuto separarmene mai. ...
Da quel momento abbiamo iniziato a passare da un nascondiglio all'altro per sopravvivere. La tutrice era francese e cattolica, un lasciapassare per quei tempi. Durante la fuga dovevamo camuffarci per evitare che ci riconoscessero. Come prima cosa abbiamo dovuto bruciare la stella gialla. La tutrice mi esortava a nascondere il naso. Pare fosse molto caratteristico, un naso ebraico. (Ride, ndr). Ho aspettato che mia madre tornasse...Per anni e anni mia sorella e io abbiamo sperato e sognato il suo ritorno. A Parigi cominciavano ad arrivare i primi convogli con i deportati provenienti dai Paesi dell’Est, dalla Polonia. Come molte altre persone siamo andate alla stazione con la speranza di rivedere i nostri cari. Quando abbiamo visto queste persone scendere dai vagoni, così magre, disperate e con i pigiami rigati, è stato terribile. Abbiamo capito che non valeva più la pena aspettare sui binari.Non sapevo che nella valigia ci fosse dentro un romanzo. Iniziai a leggere e mi sembravano dei semplici ricordi, dei richiami affettivi, conoscevo le persone, i paesaggi, le situazioni. Non ho pensato agli aspetti letterari per molto tempo. Un bel giorno ho aperto il quaderno e ho cominciato a trascrivere il testo. È stato faticoso. I caratteri erano minuti, non sempre facili da decifrare, ma io volevo salvare ogni singola lettera, ogni virgola, erano le ultime parole di  mia madre. È stato doloroso, ho rivissuto ogni cosa. Ma sono contenta di averlo fatto.

A questo punto della vita mi sento serena. La valigia che ho dovuto portare ha pesato molto sulle mie spalle. Ora è un po’ più leggera, perché una parte di questo peso ve l’ho consegnato,  ho voluto donarlo a voi tutti. Per me, il tempo che mi resta sarà più leggero. E forse la coscienza universale si sentirà un po’ più pesante. Forse."



dall'intervista di Marina Gersony a Denise Epstein figlia di Irene Nemirovsky

domenica 22 gennaio 2012

La voluta finale



L'incontenibile ironia di Carlo Fruttero e la cognizione della fatica di vivere di Vincenzo Consolo erano distanti, almeno quanto il Piemonte dalla Sicilia. 

Eppure ci mancheranno allo stesso modo ora che entrambi sono giunti alla voluta finale della loro esistenza terrena...

"Catalogare molluschi terrestri e fluviatili su scrittoi gentilizi che sembravano il tavolo d'un santo o d'un alchimista mi portò a concepire un'originale idea del mondo: che tutto abbia forma di chiocciola o lumaca e sia una spirale di ingiustizie e di soprusi, alla cui finale voluta è incisa la parola libertà"

da "Il sorriso dell'ignoto marinaio" V. Consolo 1976

foto concessa in CC da Andrea Marutti 

mercoledì 18 gennaio 2012

Un popolo di...



Un popolo di poeti, santi e navigatori?
Per un breve attimo sei tentato di cedere all'illusione nazionalistica. 
Poi ti risvegli e ascolti:  la piaggeria in versi di Sandro Bondi, la notizia dell'imminente anniversario della beatificazione dell'ultimo Papa Re e il racconto dell'epica della marineria ai tempi del Comandante Schettino e della sua ciurma.
E non ti sorprendi affatto quando rimane solo un pudico silenzio a far compagnia ai tuoi pensieri.  


La foto è di LaFranzine

venerdì 6 gennaio 2012

E' arrivata la Befana

E' arrivata puntuale come sempre l'Italica Befana.


Con molte rughe in più, ma ancora non in età da pensione secondo il Ministro Fornero, la vecchietta si è attardata a distribuire i pochi doni acquistati grazie al lavoro nero svolto nelle settimane precedenti per Babbo Natale.
È poi volata via sulla scopa, mezzo obsoleto ma pur sempre utile, per difendersi dalle nuove accise sulla benzina e dagli aumenti dei pedaggi...
Governanti, finanzieri ed evasori fiscali sono pregati, al loro ritorno da Cortina, di ritirare il carbone a loro destinato. 


Foto concessa in CC da Slesia

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva