martedì 1 novembre 2011

Crisi: il lupo è nella stalla

"Le banche giocano su molti tavoli, ma attenzione al paragone con un premio di assicurazione. Faccio un esempio: lei fa un’assicurazione sul rischio incendio di casa sua e paga un premio. Si tratta di casa sua.
 Con i Credit Default Swaps funziona così: lei può comprare un’assicurazione sull’incendio della casa del suo vicino. Paga 500 euro l’anno ma quella casa ne vale per esempio 400.000. A questo punto lei ha tutto l’interesse che la casa del suo vicino prenda fuoco per incassare 400.000 euro. Succede la stessa cosa con i banchieri o altri investitori istituzionali. Comprano CDS sul rischio fallimento Italia senza possedere i titoli italiani. E’ chiaro che hanno tutto l’interesse che l’Italia sia in difficoltà per fare buoni profitti..."


Eric Toussaint parla chiaro, non si nasconde dietro le terminologie tecniche tipiche degli economisti. E contribuisce a lanciare un allarme che in molti iniziano a raccogliere, minando la facciata dietro cui si nascondono banche d'affari, istituzioni internazionali pseudoindipendenti e governanti corrotti.


Alcuni canali d'informazione indipendente da tempo cercano di portare alla ribalta dell'opinione pubblica la verità sulla crisi di cui tutti parlano.
Ora finalmente anche in TV la puntata di Report Rai 3 del 30 ottobre 2011 ha squarciato il velo nero dietro il quale si nascondono le  motivazioni di manovre "lacrime e sangue",  la loro fondata inutilità e perfino la loro funzionalità all'aggravio della situazione dei paesi che le applicano.


Se il  Fondo Monetario Internazionale è il lupo nella nostra stalla, sta a noi non fare la fine delle pecore inermi.


Foto concessa in CC da Ono-Send@i 

sabato 8 ottobre 2011

Silenzi, guru e bavagli.

Di fronte al tutto già detto, già scritto e già visto di questi tempi, avevo scelto la via del silenzio.
Osservavo la realtà, reagivo interiormente e replicavo mentalmente, ma non trovavo lo stimolo per colmare di parole questo spazio bianco. Risultato: un solo post in tre mesi.
Poi due avvenimenti mi hanno permesso di superare l'impasse:
l'ennesimo tentativo di introdurre un bavaglio per l'informazione italiana da un lato e  la morte di uno scaltro imprenditore come Steve Jobs dall'altro.
Si, non considero Jobs né un guru né un genio, e neppure un filosofo della nostra era, come qualcuno l'ha enfaticamente definito. Né tanto meno un benefattore dell'umanità.
Condivido quindi in pieno il giudizio dato su di lui  da Richard Stallman sul proprio sito.


Eppure non vorrei commettere stavolta l'errore di "gettare anche il bambino con l'acqua sporca".


Non possiamo negare che la vendita delle "creature" di Jobs, oltre che rimpinguare la Apple di miliardari guadagni, abbia fornito spesso ai suoi utilizzatori finali possibilità maggiori di conoscenza, di scambio d'informazioni,  e quindi d'intervento sulla realtà sociale. Probabilmente gran parte degli indignati di New York come di quelli di Madrid  o dei rivoltosi di Londra ha in tasca un oggetto con la piccola mela, e questo permette loro una organizzazione e pubblicizzazione di movimenti ed eventi  inimmaginabile senza.


E dunque la vera sfida che rimane a chi ha la fortuna di vivere nel primo mondo è proprio quella di piegare lo strumento, intrinsecamente nè buono nè cattivo, ad un progetto di reale democrazia partecipativa, che per poter essere tale non potrà non essere planetaria.
Affinare le armi della conoscenza come è avvenuto con quelle di distruzione di massa.
La necessità di un futuro lo impone.

lunedì 12 settembre 2011

12 Settembre, 365 volte all'anno

L'orgia mediatica delle commemorazioni è finalmente terminata. Ci sono state proposte immagini in tutte le salse: documentario, fiction, videoclip musicale.
L'arida contabilità delle cifre relative all'11 Settembre 2001 ci parla di circa tremila vittime accertate...
Da quella data ad oggi solo per fame sono morte oltre 90 milioni di persone.




Pensare che le morti non abbiano tutte lo stesso valore è allora solo un cinico esercizio di demagogia?


immagine by luka

martedì 5 luglio 2011

Appello dai mari del sud...

Interrompo virtualmente le meritate vacanze per aderire con il mio blog all'appello di Avaaz contro la delibera AGCOM con la quale si rischia di mettere il bavaglio alla rete.





Non permettiamo che questo avvenga. A presto...

giovedì 23 giugno 2011

La matematica del massone



Logge massoniche P2, P3, P4.


Limite per n tendente all'infinito di Pn = 1 solo al potere!












Foto in CC di rbbaird

martedì 14 giugno 2011

Attacco di quorum

Nell'Italia ridenuclearizzata, l'unica futura possibile fusione del nocciolo sarà quella dell'elettorato del Cavaliere.


E se un attacco di quorum lo dovesse far passare politicamente a miglior vita, non potrà opporre nessun legittimo impedimento a brindare.

Ovviamente con acqua rigorosamente pubblica!


Foto in CC di Pepe50

sabato 11 giugno 2011

Molto schiavi, poco bambini


12 Giugno 2011 Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Schiavi bambini
E adesso
come sul bordo di un pozzo
mi cadono dalla mano
sogni e speranze.

Ho un telaio come mamma.
La luce del giorno
non conosco più.
Il mio cuore se ne va
attraverso le crepe dei muri,
come portato dal vento.
Dove si fermerà?


tratta dalla raccolta "Cuori di Bambino"
Alunni Sc. Media S.Damiano d'Asti

Foto da National Child Labor Committee (U.S.)

venerdì 10 giugno 2011

4 SI "per quelli che passeranno"


Ultima chiamata per la democrazia: Scritture di Confine aderisce alla campagna dei blogger uniti per i Referendum



Dicono che il tempo cambi le cose,ma in realtà le puoi cambiare solamente tu.  

  (Andy Warhol)



sabato 4 giugno 2011

Il caimano e l'acqua


Lo sanno anche i bambini in età scolare. Ma, a dirla con i latini, repetita juvant.

Il caimano caccia soprattutto in acqua. Si avvicina alla preda mentre si sta abbeverando o sta guadando un corso d’acqua; l’afferra con le mascelle e la trascina in acqua.
Per staccare la carne rotea su stesso tenendo le mascelle serrate  al corpo della preda. Solo nell’oscurità delle tenebre il caimano emerge per cacciare  anche sulla terraferma. 





Ce n'è uno che si aggira da anni ormai dalle parti di Palazzo Chigi. Si tratterà pure di una delle solite leggende metropolitane, ma la prudenza non è mai troppa. 



Vigila sulla tua acqua quindi, e ricorda che i piccoli caimani si nutrono di invertebrati.


Foto in CC di Joe Shlabotnik

giovedì 2 giugno 2011

65° della Repubblica: una vita difficile

Il ricordo di questi 65 anni vissuti dalla nostra Repubblica, tra entusiasmanti aspettative e cocenti delusioni, ideali di giustizia delusi e bassezze morali di ogni genere, magnificamente sintetizzato dal film di Dino Risi


lunedì 30 maggio 2011

Milano-Napoli: risvegli di una coscienza assopita

"Da un lato le mie ragioni laiche di ottimismo e pessimismo, il mio razionalismo settecentesco di ex borghese,l'abitudine a ragionare per immagini, l'ideale comunista, la maturità insofferente di chi preferisce fare l'amore il pomeriggio e la sera dormire da solo, il mio bisogno struggente di bellezza [...] 
...dall'altro, una processione di carne malata e infetta, il sangue avvilito, il danno del caso, della lue, dell'alcol e degli incesti, il vittimismo cattolico, l'umanità orbata al posto dell'uomo...un'India di gente infelice, di "beghine senza età"...e in mezzo un traffico osceno di voti, un sentore d'imbroglio, i ricatti della religione e del potere.
Fumo e osservo nei cortili questa città [...]
E per poco mi sembra di capire.Di intuire il collo storto della società.Sono venuto qui a scrutinare solo uno stormo di pensieri neri sotto la pioggia."


Da "La giornata di uno scrutatore" di I.Calvino






E poi, capita che al termine dello scrutinio ti desti col riflesso dorato della Madonnina nell'azzurro cobalto di un inedito cielo milanese, mentre sul golfo, all'ombra del Vesuvio, si annusano nell'aria aromi ormai dimenticati...



venerdì 20 maggio 2011

A scuola di bugie

La scuola pubblica cambia. Deve cambiare.
Ce lo continuano a ripetere in molti. Forse in troppi. Dobbiamo adeguarci a standards internazionali, dicono. Come far le nozze con i fichi secchi. E stando ben attenti a non penalizzare la scuola privata e confessionale, che continua a proliferare anche grazie ai soldi pubblici. Soldi che però non ci sono più da tempo per la scuola statale. 
Tagliare e misurare. Sembra uno slogan da sarta,  eppure è diventato il mantra ministeriale.
Ed eccoci allora al ruolo dell'INVALSI, organismo che avrebbe proprio il compito di monitorare e valutare il sistema scolastico attraverso prove standardizzate. Prove che dovrebbero essere ufficialmente anonime.
Ma il condizionale è d'obbligo.
Nei giorni scorsi si sono infatti tenute le prove di valutazione 2010/11. Come temuto da molti studenti, che  hanno messo in atto in qualche caso veri e propri boicottaggi, la prova è stata tutt'altro che anonima grazie ad un codice univoco e riconducibile all'identità dell'alunno presente sul modulo del test somministrato.
Creando così un vero e proprio caso di violazione della privacy attraverso domande tese ad accertare origini, condizioni di vita e situazioni familiari degli studenti interessati.
Qualcuno ha allora provato a difendersi mentendo e inventando origini cinesi e lingue ostrogote parlate abitualmente. Legittima difesa direi.
Ma quei soldi, così mal spesi, non avremmo potuto integrarli più proficuamente nei magri bilanci dei nostri sempre più fatiscenti istituti scolastici?






Foto concessa in CC da BFLV

lunedì 16 maggio 2011

Caparezza, uno di...me!

Non siete stato voi


Non siete Stato voi che
parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro
i lupanari.
Non

siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.
Non

siete Stato voi che
siete uomini di
polso forse perché circondati da una
manica di idioti.
Non

siete Stato voi che
sventolate il tricolore come in
curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non
siete Stato voi né il vostro parlamento
di idolatri pronti a tutto per ricevere
un'udienza.
Non siete Stato voi che
comprate voti con la propaganda ma
non ne pagate mai la conseguenza.
Non
siete Stato voi che stringete tra le
dita il rosario dei sondaggi sperando
che vi rinfranchi.
Non siete Stato
voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non
siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non
siete Stato voi, uomini boia con la
divisa che ammazzate di percosse i
detenuti.
Non siete Stato voi con gli
anfibi sulle facce disarmate prese
a calci come sacchi di rifiuti.
Non
siete Stato voi che mandate i vostri
figli al fronte come una carogna da
una iena che la spolpa.
Non

siete Stato voi che
rimboccate le bandiere sulle
bare per addormentare ogni senso di
colpa.
Non siete Stato voi maledetti
forcaioli impreparati, sempre in cerca
di un nemico per la lotta.
Non siete
Stato voi che brucereste come streghe
gli immigrati salvo venerare quello
nella grotta.
Non siete Stato voi col
busto del duce sugli scrittoi e la
costituzione sotto i piedi.
Non 

siete Stato voi che
meritereste d'essere
estirpati come la malerba dalle vostre
sedi.
Non siete Stato voi. 

Non siete Stato, voi.

Non 

siete Stato voi che
brindate con il sangue di chi tenta
di far luce sulle vostre vite oscure.
Non
siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non
siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei
genitali.
Non 

siete Stato voi che trattate
chi vi critica come un randagio a cui
tagliare le corde vocali.
Non siete
Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete
voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi e che
il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno
di voi, implicato in ogni sorta di
reato fissa il magistrato e poi giura
su Dio:
"Non sono stato io". 



Foto in CC di Papisc


Nel corso del Concertone del I maggio dalla platea s'è levato il grido "Caparezza uno di noi".


Nessuna meraviglia.
C'è più lucida analisi politica in questo testo che in tutti i discorsi dei vari "leader" dell'opposizione parlamentare, sempre alle prese col bizantinismo che sembra contraddistinguere qualsiasi loro espressione.


Potrà un cantautore salvare la democrazia italiana?

giovedì 12 maggio 2011

La mamma di Batman è una vigliacca

Milano non è Gotham City, anche se qualche viziato figlio di mammà ci prova ad imitare Batman.

E la mammina sindaco della "città da bere"...ma anche da mangiare,  che fa per distrarre l'elettorato dalle proprie malefatte?
Aggiungendo fango al cemento, tenta di sporcare l'onorabilità dell'avversario più pericoloso, attraverso l'uso della calunnia e del falso.
Il tutto senza possibilità di replica in diretta televisiva. 

Non vi sembra un po' vigliacchetta, come la definisce fin troppo benevolmente Gad Lerner, la signora Letizia Brichetto Arnaboldi, in arte Moratti?

Foto in CC di Felix Nine

martedì 3 maggio 2011

Osama: morte di un personaggio in cerca d'autore

La storia della letteratura è piena di personaggi imprendibili. E per molti di loro la longevità  ha contribuito a renderli nel tempo, più celebri degli stessi autori.
E' accaduto per la celeberrima Primula Rossa, nata all'inizio del '900, dalla penna della sicuramente meno famosa baronessa Emma Orczy. Così come per il ladro gentiluomo Arsene Lupin, nato dalla fantasia di Maurice Leblanc più o meno negli stessi anni. 
Ecco, anche nel caso di Osama, mitico sceicco venuto dal fantastico nulla e nel nulla tornato, sarei curioso di conoscere l'autore del personaggio al quale è stato fatto incarnare in questi anni il ruolo di pericolo mondiale numero uno. 
Amo narrativa e saggistica, molto meno le favole per adulti.


Foto  in CC di Anxo Resua

lunedì 25 aprile 2011

Le filastrocche del Partigiano Gianni



Dopo la pioggia


Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l’arcobaleno.

E’ come un ponte imbandierato
e il sole ci passa festeggiato.

é bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede, questo è male
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

G.Rodari

sabato 23 aprile 2011

Sorprese per una resurrezione

Domani, nell'aprire le uova, vorrei tanto che l'Italia trovasse tre sorprese:
la soave crudeltà di Pasolini, il lucido storicismo di Gramsci e la poesia senza confini di De Andrè.


Tutti allora avremmo una speranza di resurrezione. 





ALLA MIA NAZIONE 


"Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico 
ma nazione vivente, ma nazione europea: 
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti, 
governanti impiegati di agrari, prefetti codini, 
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, 
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, 
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! 
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci 
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, 
tra case coloniali scrostate ormai come chiese. 
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, 
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. 
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare 
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male. 
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.


P.P.Pasolini 1959

venerdì 22 aprile 2011

Il palazzinaro e Montesqieu

Al palazzinaro, si sa, non piacciono l'equilibrio e l'eleganza in architettura.
Nemmeno nelle ristrutturazioni istituzionali.


E allora una demolizione del potere giudiziario quauna sopraelevazione di quello legislativo  , qualche picconatina a colpi di fiducia sotto il controllo dell'esecutivo, et voilà, l'elegante edificio dei nostri padri è trasformato in abituro... 

Nessuna Bauhaus, nemmeno un più italico Razionalismo. 


Solitario, nel mausoleo dell'Italia che fu, in mezzo alle rovine, il monumento funebre a Montesquieu.

mercoledì 20 aprile 2011

Pecore sull'orlo del baratro

L'Enola Gay è pezzo da museo, ma la follia del nucleare civile tocca di soppiatto quota 7
Sette, come le piaghe bibliche.


Lo sapevamo noi che le rifiutavamo, lo sapevate voi che le costruivate.


Ora i sacerdoti dell'Atomo nicchiano, meditano una ritirata strategica per ritornare poi in forze a dilagare nelle pianure del consumismo assetato di energia.


Sull'orlo del baratro, a volte, anche le pecore scartano?


Illustrazione "Killer Freak" di HellHunter91

venerdì 15 aprile 2011

Restiamo umani e il seme germoglierà.

"Restiamo umani"


Era l'esortazione  con la quale Vittorio "Vik" Arrigoni concludeva ogni sua corrispondenza dalla striscia di Gaza.
Vittorio è stato ucciso stanotte in circostanze ancora troppo oscure.


Ma chiaro, immediato e perfettamente intellegibile rimane il messaggio che ci ha lasciato.




Fratelli

Sempre pronte,
di ventriloqui, pance piene,
a dichiarar guerre
che altre bocche già combatterono.

Spinte così,
a scavalcare mari
in colonne di nere formiche
al richiamo delle briciole.

Soggiogati da rinnovata schiavitù
sentirete ruvide lingue,
di sentimenti analfabete,
abbattere smemorate parole,
come cavernicole clave.

Diranno convinte: Io!
Io sono altro da te.
Ci separa il dio che non vedi,
o il bronzo di melanina
sul campo dal sole riarso.

Dubiterete allora di quelle apparenze?
Noi siamo figli della stessa rabbia,
o forse solo della stessa pace.
In fondo, fratelli.

R.Celani

foto concessa in CC di delayed gratification

mercoledì 13 aprile 2011

La miglior barzelletta di Mister B.

Lui, mister B, è un vecchio cabarettista poliedrico, uno di quelli incalliti a calcare la scena col viso coperto di cerone da troppi anni. Canta in uno strano gramelot padano-francese, improvvisa scherzi e boutade ai veri grandi della terra, ha una battuta per tutto. Una entrata spiritosa per ogni cerimonia, una barzelletta per ogni riunione.
Tra corna, bubù settete, e improvvisazioni varie, ormai tenta di rubare la scena ai grandi artisti.
Eppure nei giorni scorsi, quando una delle più grandi battute di tutti i tempi è uscita dalla sua bocca a 64 denti, nemmeno un sorriso  ha increspato le labbra dell'uditorio. Tutti i presenti lì a prenderlo sul serio, pronti ad applaudire la geniale idea, come se a parlare fosse un vero Presidente del Consiglio e non un guitto qualsiasi.
La scena si svolge a Lampedusa.
L'isola politicamente italiana, ma geograficamente africana, ha un "normale" approvigionamento mensile di 15.000 metri cubi di acqua potabile al mese. Situazione che in alcuni periodi si rivela insufficiente, costringendo la regione a inviare navi cisterna.
Ebbene, che ti va a proporre quel genio di Mister B?
Uno splendido, scintillante e smeraldino campo da golf,  con un fabbisogno idrico stimato di 40.000 metri cubi mensili a quelle latitudini!!
Che dire? Oltre il giardino, il campo da golf!


Oltre Chance Giardiniere, c'è lui, l'ineffabile Mister B.

giovedì 17 marzo 2011

Garibaldi s'è fermato ad Eboli

"Ora il nero sprofondo della valle rigurgita per lui le facce dei cafoni che ha conosciuto, confuse e mescolate coi visi dolenti dei galantuomini, quasi appese ai lunghi fili della pioggia.Facce scarnite, gote incavate, cotte dal sole e smunte dalla fame,come quelle dei suoi cafoni all'assalto di Barile, come erano i suoi soldati a Gaeta, zappaterra in uniforme; e poi visi di donne giovani,ma già sformate dal 
lavoro pesante e dal bisogno, solcate da rughe che sono la via delle lacrime. È la sua gente , la plebe del Re, i suoi sudditi... Può essere contro di loro? È la parte sua, la parte della fame che reclama con l'arme in pugno dai galantuomini quel po' di pane che prima li sostentava e ora gli è stato portato via. È la rivoluzione delle pezze al culo, come disse Crocco a Lagopesole. Sono feroci? E chi gli ha insegnato mai la bontà? Gente stroncata , amara, disperata, che spera in Cristo ma non sa chi sia. Nessuno gliel'ha detto o se ne sono dimenticati.
Ama il prossimo tuo come te stesso. Qual'è il tuo prossimo, Andrea? Quello che è angariato e disprezzato o quello che angaria e disprezza e non gli importa di conoscere la fame del fratello? 
Il trono e l'altare, disse Andrea a bassa voce e gli venne da ridere. Finché sono parole, ideologie, non sono niente. Come libertà, unità. Quanto vale un bambino ucciso e una famiglia massacrata? Hanno un prezzo? E le anime? Che sono le anime per noi? Niente. Abbiamo fatto mai il conto delle anime perdute?"


da "L'eredità della Priora" di C. Alianello 

Quante anime perdute in questi 150 anni di storia.
A Casalduni e Pontelandolfo e poi a Fenestrelle nella cosiddetta lotta al brigantaggio, e poi nelle "imprese" coloniali, nelle trincee dell prima guerra mondiale, nelle aggressioni delle squadracce fasciste, nei bombardamenti sulle città della Spagna repubblicana difesa dai combattenti italiani per la libertà, e poi ancora negli eccidi nazi-fascisti dopo l'armistizio del '43, nella guerra partigiana... E tutte le altre volte che gli italiani hanno combattuto gli uni contro gli altri.


Solo nell'equilibrato ricordo delle tante ingiustizie, e delle vittime di questi 150 anni di storia, possiamo ritrovare oggi il vero significato di una festa che non può e non deve ridursi ad una colorata sceneggiata del potere. 


Auguri Italia, ne hai bisogno. 

venerdì 11 marzo 2011

Le ceneri della mimosa

La casuale coincidenza, nel giorno 8 Marzo scorso, della Giornata mondiale della donna e dell'ultimo giorno di Carnevale ha assunto una rilevanza quasi simbolica. Come se le due occasioni si congiungessero in una sola periodica, rituale e licenziosa violazione dell'ordine costituito.

Da una parte le donne a rivendicare un ruolo da protagoniste che in questo paese è stato loro quasi sempre negato, dall'altra il carnascialesco e beffardo caos in maschera a irridere un potere sempre più racchiuso negli interessi dei pochi "eletti" del Palazzo.
Mimose e fuochi di Carnevale, cortei femministi  e corsi mascherati. 
Ma le une e gli altri, proprio per la loro ritualità, a volte fatta solo di superficiale leggerezza , ormai trasformati in pantomime impotenti di fronte alla restaurazione del giorno dopo, al confine invalicabile e invalicato del mercoledì delle ceneri.

Una valvola di sfogo a buon mercato concessa da un potere maschilista e pubblicamente conservatore, che non ha mai ceduto, non cede e non cederà spontaneamente nessun potere reale a chi considera subalterno, per genere o per collocazione sociale.

E allora solo un rinnovato autonomo e duraturo protagonismo delle donne, ispirate da una visione alternativa e da una rivoluzione culturale in stile "Tre Ghinee" potrà fornire a questo paese, e al mondo tutto, il loro indispensabile contributo alla ricerca della comune felicità.

foto V.Woolf tratta da janeyrefan.forumfree.it

lunedì 24 gennaio 2011

L'erba del Cavaliere

Te ne stai di domenica a smaltire avvisaglie d'influenza al calduccio, rintanato nella propria tana, al riparo da un tagliente vento di tramontana. Sei in piena crisi di rigetto, per overdose dei particolari più o meno scabrosi sulle feste di Arcore. E forse maggior nausea ti causa il dover ascoltare difese impossibili da "avvocati d'ufficio" a corto d'argomenti ma non di "lingua".
Insomma te ne stai lì sul divano, a consultare un manuale per la raccolta di erbe spontanee commestibili, quando volti la pagina e leggi il nome volgare della nuova varietà da studiare: Beccabunga
Ti fermi, rileggi e ti accorgi sorridendo che è proprio quello il nome. Allora continui e vedi che il nome latino è Veronica Beccabunga (!!), che la famiglia a cui appartiene è quella delle Scrofulariacee (!!!) e che in gergo è detta anche erba favassina (!!!!).
E' a quel punto che inizi ad avere quasi la certezza che, come l'erbavoglio, cresca solo nel giardino del Re.

mercoledì 12 gennaio 2011

Corone di spine per poveri cristi

Ponzio Pilato Sacconi si affacciò alla finestra e chiese al popolo delle tute blu lì radunato in trepidante attesa:
"Volete che liberi i poveri cristi di operai o quel ladro di diritti di Barabba Marchionne?"
Sotto il pungolo degli scherani di Giuda Bonanni, e nel silenzio di troppi, si levarono isolate poche urla: Barabba, Barabba!
Ma ciò bastò al governatore romano.


Furono allora distribuite, e collocate sulla testa di ogni operaio a capo chino, corone di spine assemblate negli stabilimenti polacchi e serbi del gruppo.
Poi in un silenzio quasi irreale si udirono solo un paio di commenti rilasciati al microfono di un sorridente giornalista del TG1 MinzulPop.
Dapprima Montezemolo disse: "Il rosso sangue è sempre stato riconducibile al marchio più prestigioso del gruppo, la Ferrari."
"La covona diventevà espvessione di una stvaordinavia ricevcatezza, come l'ovologio sul polsino" replicò poi l'ultimo rampollo Agnelli.
E l'oscurità scese.

lunedì 10 gennaio 2011

Su liste, vertigini e avvenuti crolli

Dedicato a chi ha ormai reazioni allergiche tipo orticaria e senso di vertigine alla lettura di liste.

"Uno dei segnali è che ti metti a compilare liste. Di titoli, luoghi, cose, persone. Il sintomo in sé non è negativo, può essere semplicemente che, giunto a una certa età, vuoi mettere ordine. Però se,una volta ultimato l'elenco, lo strappi e inizi a stilarne un altro, la faccenda si fa seria. Significa che non stai cercando di capire il passato, quanto piuttosto di sfuggire al presente. Del futuro, meglio non parlarne. Brutta sensazione, anche a riconsiderarla alla luce del giorno. Figurarsi alle tre del mattino, nella sovraeccitazione dell'angoscia, dell'insonnia. Intorno a te non è successo niente, il mondo procede come sempre, come al solito gli altri ti vedono, ti riconoscono, si illudono di conoscerti. Ma dentro di te qualcosa si è incrinato, una crepa ti attraversa allo stesso modo in cui attraverserebbe un piatto che potrà sempre tornare utile in cucina, pur essendo ormai estromesso dal servizio buono. Il crollo è avvenuto."

tratto da Francis Scott Fitzgerald "Il crollo" Adelphi



domenica 2 gennaio 2011

L'ultimo Capodanno dell'inermità(*)

(*) leggi qui su dizionari e inermità


Eliminate le ultime scorie del Cenone di  Capodanno? Recuperato il sonno perduto? Snebbiati gli ultimi fumi dell'alcool?
Sii??
Immagine dal sito http://www.marcocastella.it/
Beh,  allora il bivio che vi si presenta davanti è sempre lo stesso. A destra vi attende il prossimo 31 Dicembre per una nuova dose di illusioni a buon mercato, a sinistra una rivoluzione radicale di questo sistema. Ma state attenti, perchè a volte qualche buontempone si diverte ad invertire i cartelli. Non fatevi ingoiare da nuove rotonde al centro della strada, buone per tutte le direzioni, finireste solo per perdere tempo troppo prezioso girando in un orbita centripeta. Infine non seguite i consigli di dubbia utilità per  i quali tanti gendarmi si sbracciano nelle divise di diversi colori.
 Il volante è nelle vostre mani. Quindi spegnete gli schermi, niente navigatori. Per il vostro percorso basta una buona Carta...quella costituzionale. Ma attenti, la strada sarà lunga e accidentata, dovrete forse affrontare dei posto di blocco. Abbatterete cavalli di frisia e andrete oltre, lungo un sentiero poco praticato e ormai  sommerso da mille rifiuti. Dovrete volerlo. E se allora qualcuno ancora proverà a fermarvi con le maniere forti io so già che reagirete. A mani nude e con la forza del giusto rasperete la terra e i ciottoli lungo il percorso sempre più impervio. Sarà dura ma so che non perderete di vista il punto di arrivo di un paese più giusto.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva