giovedì 19 febbraio 2009

Fammi scegliere



Pubblico qui l'appello della campagna FammiScegliere:



"Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita.
Diciamo “fammi scegliere” perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d’incoscienza.
Non diamo a questa iniziativa alcun segno di appartenenza partitica, ma ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di scelta.
Mettiamo al centro l’esperienza personale, senza nessun altro riferimento ideologico. Vogliamo farci ascoltare da chi siede in parlamento e vota le leggi.
L’adesione alla campagna si concretizza nell’esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce. Un simbolo da mettere su blog, social network, in casa, alle finestre, indosso, in luoghi pubblici e privati.
Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro.E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana".

Fammi scegliere, voglio il testamento biologico, voglio una buona legge.

martedì 17 febbraio 2009

I timorati del dubbio



Galileo uomo divino! E' la sentenza del cardinale.
Un'abiura val bene la salvezza et anche la riabilitazione.
Si è vero, è passato un po' di tempo. Ma dopotutto, cosa volete che siano solo quattro miseri secoli rispetto alla vita eterna ?

Insegnamento di Galilei

Quando il Signore pronunciò il suo fiat,
volle il sole perché ad un cenno suo
recasse un lume intorno al nostro mondo,
come un’ancella,in ordinato cerchio,
desiderando che ogni creatura
si volga intorno a più eletta natura.
Quindi intorno agli importanti cominciarono i minori a ruotare,
e agli eminenti gli inferiori,
come in cielo così in terra.
E intorno al Papa circolano i cardinali.

E intorno ai cardinali circolano i vescovi.
E intorno ai vescovi circolano i segretari.
E intorno ai segretari circolano i bussolanti.
E intorno ai bussolanti circolano gli artigiani.
E intorno agli artigiani circolano i servi.
E intorno ai servi circolano i cani, i polli e i mendicanti.

Bertolt Brecht


In fondo a qualcun altro è andata peggio no?

Giordano Bruno da Nola

17 Febbraio 1600 - 2009


"Quando ho detto che la mia filosofia è la libera ricerca e non il dogma, non avevo torto.


Ho sbagliato, quando ho creduto di poter riformare la condizione dell'uomo con l'aiuto di questo o quel Principe. Ho visto tutti i tentativi che ho fatto: Enrico III di Francia, sangue! Elisabetta d'Inghilterra, sangue! Rodolfo d'Asburgo, sangue! e perfino il Monarca, che dichiara di sedere più in alto di tutti, ma che stasera non vedo in quest'aula, sangue!

Che mortificazione! Chiedere a chi ha il potere, di riformare il potere!? Che ingenuità!
Volevate la mia confessione e l'avete avuta.
E' la confessione di una sconfitta".

dalla sceneggiatura originale del film Giordano Bruno di Giuliano Montaldo (1973)

immagine da http://www.meridies-nola.org/giordano/giordano.html

lunedì 16 febbraio 2009

Tu, Dio. Tu mio.

Coincidenze.
Nel fine settimana risistemando vecchi libri sugli scaffali mi sono imbattutto in una Bibbia a fumetti dal titolo "La più grande storia mai raccontata" lontanissimo dono catechistico della mia infanzia. Ieri sera poi, ho avuto modo di seguire l'intervista televisiva a Erri De Luca, non credente col "vizio" della frequentazione biblica; stamattina infine trovo nel quasi blog dell'intranet lavorativa una serie di interventi nei quali si scontrano le diverse sensibilità del credente e di chi vi si oppone, ai quali lo scrittore napoletano sembra aver risposto anzitempo.


Premesso che ora mi riconosco in quel suo dichiararsi "non credente" e non ateo, mi piace il suo rapporto con quelle che per alcuni, anzi per molti, sono sacre scritture. C'è il rispetto mai scisso dal dubbio, la ricerca di significato non accecata dal dogma, la strenua lotta per umanizzare una storia che altri vorrebbero prettamente divina. Una sensibilità che permea la sua intera opera letteraria.

Un concetto ben espresso dalla prefazione a UNA NUVOLA COME TAPPETO, dove De Luca dice :
"Studio l’ebraico, leggo la Bibbia. Alcune pagine, alcune parole mi hanno rivelato qualcosa della loro verità e mi hanno istigato a darne notizia. Non ho adattato il testo ad una interpretazione, ne sono stato invece piegato. Per accogliere una rivelazione, grande o piccola che sia, basta a volte essere docili, termine che indicava in origine la disponibilità a farsi istruire. La Bibbia è almeno una letteratura e il Dio di Israele è se non altro il più grande personaggio letterario dei tempi... Per molti la Bibbia è un testo sacro. Ma mi commuove più di quel valore in sé, il sacro aggiunto, l’opera degli innumerevoli lettori, commentatori, sapienti che hanno dedicato a quel libro il tempo migliore della loro vita. Il sacro in sé della Bibbia è diventato, attraverso di loro, una civiltà. Dio è autore della Bibbia e suo protagonista. In letteratura questa coincidenza si chiama autobiografia. Quel testo ne è la forma insuperata. ... L’intenzione che invece muove queste pagine incommensurabilmente minori è del tutto diversa. La Bibbia è qui intesa alla lettera. Seguire il solco dei suoi innumerevoli commentatori, aggiungendo qualcosa che essa conteneva, ma che non era stato ancora espresso: qui sta l’ambizione di queste pagine.
Per lo scrittore napoletano «bisogna restare appiccicati al loro significato letterale. Ad esempio, - secondo le traduzioni la divinità avrebbe detto ad Eva “partorirai con dolore”. Ebbene» – si infervora De Luca – «quella parola in ebraico non è “dolore” perché, nelle altre cinque parti dove compare, le stesse traduzioni ufficiali la traducono in un altro modo. Lì invece vogliono metterci l’intenzione della divinità di punire la donna».



Un rispettoso rigore non nuovo in chi all'atto della pubblicazione della propria traduzione dell'Ecclesiaste affermava "Traducendo libri dell' Antico Testamento con estremismo letterario ho avuto il concreto timore, da non credente, di far torto alle persone di fede con qualche espressione ruvida e anche brutale della lingua originale. Questo non e' accaduto e io devo alle persone di fede la piu' generosa accoglienza delle mie traduzioni.


Non è forse sulla conoscenza e sul rispetto del diverso da sè che si può fondare l'unica possibilità di un profilico e non sterile confronto su sacro e profano?

E non sarà forse un giorno lieto per l'umanità quello in cui il credente potrà indagare e discutere il divino, come fa con il legame umano per un vecchio amico d'infanzia?

A quando quel fatidico Tu, Dio?

martedì 10 febbraio 2009

Eluana e le altre lassù sulla collina.


Pauline Barrett

Quasi la larva di una donna dopo il bisturi del chirurgo!...
Ma io non potevo guardarti negli occhi e tu non potevi guardarmi nei miei, perchè il nostro dolore era tanto – un po’ di grigione nei tuoi capelli e io, la larva di me stessa.
Di che cosa parlammo?
Del cielo e dell’acqua, di ogni cosa, per nascondere i nostri pensieri.
Povero caro, con quanto coraggio lottavi a immaginare e rivivere un’estasi del ricordo!...
...Io guardai nello specchio e qualcosa mi disse :“Si dovrebbe essere morte del tutto, quando si è morte a metà – e non fingere la vita, non truffare l’amore”...

***

Eugenia Todd

Nessuno di voi, passanti, ha mai sofferto il tormento di un dente cariato? O una fitta nel fianco che non se ne vuole andare? O un'escrescenza maligna che si gonfia sempre più? In modo che anche nel sonno più profondo vi resta l'oscura coscienza o l'ombra del pensiero del dente, del fianco, del tumore?
Così... spunteranno nei sogni del vostro ultimo sonno finché la piena liberazione dalla sfera terrestre vi giunga come a chi si ridesti guarito e allegro al mattino.

***

Edith Conant


Noi aleggiamo in questo luogo — noi, le memorie, e ci copriamo gli occhi per timore di leggere:«17 giugno 1884, all’età di 21 anni e 3 giorni».
E tutto è cambiato.
E noi — noi, le memorie, restiamo qui sole, perché nessun occhio s’accorge di noi, né saprebbe perché siamo qui...
...Tutto è dimenticato, tranne che da noi, le memorie, che siamo dimenticate dal mondo.
Tutto è cambiato, tranne il fiume e la collina—anche loro sono cambiati.
Soltanto il sole ardente e le stelle quiete sono le stesse.
E noi — noi, le memorie, restiamo qui sgomente,
gli occhi chiusi per la stanchezza del pianto—in una stanchezza infinita!

da Antologia di Spoon River di E. Lee Masters

venerdì 6 febbraio 2009

Libri perduti, libri salvati

Libri distrutti come la raccolta completa delle tragedie di Eschilo, il seguito delle "Anime morte" di Gogol o le memorie di Lord Byron. Ma anche testi che gli autori hanno rinunciato a scrivere, come nel caso dell'Agata di Melville.
Libri che non avrebbero dovuto essere pubblicati, come quelli di Franz Kafka che aveva lasciato all'amico Max Brod indicazioni molto precise circa il destino delle sue opere: "Tutto ciò che mi lascio dietro, sotto forma di quaderni, manoscritti, lettere mie e altrui, bozzetti e così via, va bruciato fino all’ultima pagina senza essere letto"; o come nel caso dell'opera di Flaubert che, in un momento di depressione, aveva chiesto di essere sepolto con tutti i suoi manoscritti inediti.
Libri magari soltanto dispersi (nel 1922, la moglie di Hemingway fu derub
ata di una valigia contenente tutto quello che il marito aveva scritto sino ad allora)...
Sono queste storie, i molti modi, tragici o bizzarri, in cui un capolavoro può scomparire, che
Stuart Kelly racconta nel suo "Il libro dei libri perduti".

Ma senza sconfinare nel mito, più frequentemente libri editi, e solo dopo qualche stagione non più distribuiti nelle librerie, vengono mandati al macero e accomunati nella sorte ai numerosi esempi di inediti di qualità mai giunti alla pubblicazione. Un patrimonio culturale irrimediabilmente e quotidianamente destinato all'oblio perpetuo, che qualcuno sta cercando di salvare, valorizzare e mettere in rete.
E' questo infatti in sintesi lo scopo del
Progetto Biblioteche dei Libri Salvati che l'associazione umbra INTRA ha recentemente iniziato ad attuare in diversi piccoli e piccolissimi centri della regione, in collaborazione con enti e istituti pubblici tra i quali diversi enti locali.
Una piccola, grande iniziativa a difesa della cultura diffusa troppo spesso sacrificata sull'altare delle mercificazioni
.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva