Eluana e le altre lassù sulla collina.

Pauline Barrett
Quasi la larva di una donna dopo il bisturi del chirurgo!...
Ma io non potevo guardarti negli occhi e tu non potevi guardarmi nei miei, perchè il nostro dolore era tanto – un po’ di grigione nei tuoi capelli e io, la larva di me stessa.
Di che cosa parlammo?
Del cielo e dell’acqua, di ogni cosa, per nascondere i nostri pensieri.
Povero caro, con quanto coraggio lottavi a immaginare e rivivere un’estasi del ricordo!...
...Io guardai nello specchio e qualcosa mi disse :“Si dovrebbe essere morte del tutto, quando si è morte a metà – e non fingere la vita, non truffare l’amore”...
***
Eugenia Todd
Nessuno di voi, passanti, ha mai sofferto il tormento di un dente cariato? O una fitta nel fianco che non se ne vuole andare? O un'escrescenza maligna che si gonfia sempre più? In modo che anche nel sonno più profondo vi resta l'oscura coscienza o l'ombra del pensiero del dente, del fianco, del tumore?
Così... spunteranno nei sogni del vostro ultimo sonno finché la piena liberazione dalla sfera terrestre vi giunga come a chi si ridesti guarito e allegro al mattino.
***
Edith Conant
Noi aleggiamo in questo luogo — noi, le memorie, e ci copriamo gli occhi per timore di leggere:«17 giugno 1884, all’età di 21 anni e 3 giorni».
E tutto è cambiato.
E noi — noi, le memorie, restiamo qui sole, perché nessun occhio s’accorge di noi, né saprebbe perché siamo qui...
...Tutto è dimenticato, tranne che da noi, le memorie, che siamo dimenticate dal mondo.
Tutto è cambiato, tranne il fiume e la collina—anche loro sono cambiati.
Soltanto il sole ardente e le stelle quiete sono le stesse.
E noi — noi, le memorie, restiamo qui sgomente,
gli occhi chiusi per la stanchezza del pianto—in una stanchezza infinita!
da Antologia di Spoon River di E. Lee Masters
Quasi la larva di una donna dopo il bisturi del chirurgo!...
Ma io non potevo guardarti negli occhi e tu non potevi guardarmi nei miei, perchè il nostro dolore era tanto – un po’ di grigione nei tuoi capelli e io, la larva di me stessa.
Di che cosa parlammo?
Del cielo e dell’acqua, di ogni cosa, per nascondere i nostri pensieri.
Povero caro, con quanto coraggio lottavi a immaginare e rivivere un’estasi del ricordo!...
...Io guardai nello specchio e qualcosa mi disse :“Si dovrebbe essere morte del tutto, quando si è morte a metà – e non fingere la vita, non truffare l’amore”...
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Eugenia Todd
Nessuno di voi, passanti, ha mai sofferto il tormento di un dente cariato? O una fitta nel fianco che non se ne vuole andare? O un'escrescenza maligna che si gonfia sempre più? In modo che anche nel sonno più profondo vi resta l'oscura coscienza o l'ombra del pensiero del dente, del fianco, del tumore?
Così... spunteranno nei sogni del vostro ultimo sonno finché la piena liberazione dalla sfera terrestre vi giunga come a chi si ridesti guarito e allegro al mattino.
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Edith Conant
Noi aleggiamo in questo luogo — noi, le memorie, e ci copriamo gli occhi per timore di leggere:«17 giugno 1884, all’età di 21 anni e 3 giorni».
E tutto è cambiato.
E noi — noi, le memorie, restiamo qui sole, perché nessun occhio s’accorge di noi, né saprebbe perché siamo qui...
...Tutto è dimenticato, tranne che da noi, le memorie, che siamo dimenticate dal mondo.
Tutto è cambiato, tranne il fiume e la collina—anche loro sono cambiati.
Soltanto il sole ardente e le stelle quiete sono le stesse.
E noi — noi, le memorie, restiamo qui sgomente,
gli occhi chiusi per la stanchezza del pianto—in una stanchezza infinita!
da Antologia di Spoon River di E. Lee Masters
Foto di William Willington
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