sabato 22 maggio 2010

Sindone: l'imbroglio nel lenzuolo



Nei primi anni del secolo scorso, il cinematografo veniva percepito dagli spettatori soprattutto da quelli dei ceti più popolari, digiuni di conoscenze tecniche e non solo di quelle, come una piacevole arte illusoria. Ancora lontani i tempi del sonoro, quel fascio di luce, che inanellando un fotogramma dopo l'altro ne proiettava l'immagine sul telo bianco, era al tempo stesso una realtà divertente e un imbroglio.
Non a caso a Napoli, nella città dove la realtà è a volte assai più espressiva di qualsiasi finzione, veniva definito come "'O mbruoglio int'o lenzuolo".


Un anziano ride ripensando alle risate, una donna dice: “Accussì adda essere ‘o mbruoglio int’o lenzuolo, c’adda fá spassá”. L’imbroglio nel lenzuolo è la pellicola, il cinematografo.
Lo chiamano così perchè la parola è troppo strana, non riescono a dirla bene e si vergognano di incacagliare, “cimetanocrafo”. ‘O mbruoglio int’o lenzuolo è più spiccio e spiega bene che si tratta di un imbroglio steso sopra una tela”.
Erri De Luca in Montedidio (Feltrinelli 2001)

Un imbroglio che anche se palese, scoperto e ingannevole al tempo stesso, conforta e rende meno dura la vita di tutti i giorni.

Ecco, vedendo nei giorni scorsi le immagini di migliaia di persone percorrere centinaia di chilometri per sfilare qualche secondo dinanzi a quel falso trecentesco che è la Sindone, qualcosa mi ha riportato alla mente quel modo di dire.

E mi è sembrato assolutamente perfetto.

sabato 15 maggio 2010

Libri, scrittori, salette e saloni.


Il 23esimo Salone del Libro di Torino in corso in questi giorni rappresenta sicuramente la più grande manifestazione nazionale legata al mondo dell'editoria.

E come tutti i grandi contenitori anche il Lingotto ospiterà gli appuntamenti conclusivi di diverse manifestazioni e iniziative che in questi ultimi mesi hanno movimentato la scena editoriale nazionale.
Lunedì 17, giornata conclusiva del Salone, il Caffè Letterario ospiterà anche la finale del concorso 8x8 a cui ho avuto occasione di partecipare, superando la selezione per la quinta e ultima serata, organizzata da Fandango Libri e vinta poi con merito da Mattia Zuccatti con il suo bel racconto: "Un'altra richiesta d'aiuto".
Potete ora leggere qui i racconti finalisti, dopo il lavoro di editing al quale sono stati sottoposti.
La serata romana nell'angusta saletta, una trentina di sedute raggrumate intorno a mezza dozzina di tavoli, è stata un'esperienza per me inedita.
Prima autolettura pubblica di un mio testo; presenza di critici, editor, agenti e scrittori e di un pubblico molto più vicino anagraficamente ai miei figli che alla mia barba brizzolata; concorrenti giovani e provenienti in gran parte dal Master della baricchiana Scuola Holden. Il tutto avrebbe potuto creare qualche imbarazzo.
Sono stato il primo a leggere e tutto sommato la lettura è filata via veloce, senza indecisioni.
Poi purtroppo sono arrivati i giudizi.
Più benevolo quello dell'editor (Ferrara), molto meno quello del critico (Gallerani) al quale però riconosco una certa dose di ragioni su difetti del quale ho acquisito anch'io consapevolezza proprio grazie alla lettura ad alta voce.
Meno concorde mi sono invece ritrovato con lo scrittore (Carta) che ha ritenuto il tema trattato ormai superato nell'era della comunicazione internettiana. Il racconto parla di perdita del lavoro, di morti bianche, di cura di familiari non autosufficienti, di immigrazione, insomma della banalità del dolore quotidiano.
Non ho potuto replicare, non ce ne è stata data la possibilità.
Ma mi sono ritrovato a considerare come un simile giudizio spiegasse bene la distanza tra un certo mondo intellettuale e la realtà quotidiana di tante, troppe persone.

lunedì 3 maggio 2010

8x8 Happy Hour e "letteratura"


8x8 è un concorso letterario lanciato da Oblique diverso dai molti altri, tra seri e meno seri, organizzati lungo la penisola. Al secondo anno di vita, la manifestazione non mette in palio nè premi in denaro nè coppe o trofei, ma libri e soprattutto la possibilità di farsi leggere dagli addetti ai lavori e cioè editor e case editrici come Fazi, Nottetempo, Minimum fax, Voland e Fandango libri. Teatro delle performance degli autori selezionati da Oblique è il Caffè Fandango di Roma, nel cuore del centro storico della capitale a metà strada tra il Pantheon e Montecitorio. 


E tutto considerato leggere il mio nome tra i selezionati per la serata di martedì 4 maggio ore 21.30, casa editrice madrina Fandango Libri, è stata una piacevole sorpresa.
Ma ora viene il difficile: la lettura pubblica alla quale gli autori, ed io tra loro, saranno costretti davanti alle due giurie, popolare e di esperti del settore. Il rischio di salivazione azzerata e lingua felpata è dietro l'angolo, ma proverò a scongiurare il pericolo.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva