mercoledì 6 marzo 2013

Chavez: morte di un popolano potente o di un potente populista?



"A mano a mano che mi raccontava la sua vita andavo scoprendo una personalità che non corrispondeva affatto all'immagine di despota che ci avevano trasmesso i media. Era un altro Chavez. Quale dei due era reale?
L'argomento chiave contro di lui durante la campagna elettorale era stato quello del suo recente passato di cospiratore e golpista. Ma la storia del Venezuela ha digerito ben altro. A cominciare da Romolo Betancourt, ricordato - a ragione o senza - come il padre della democrazia venezuelana...
...Alla fine, Chavez si ritrovò a trottare con i capitani Felipe Acosta e Jesus Urdaneta fino a Saman del Guere…e lì ripeterono il giuramento solenne di Simon Bolivar sul Monte Aventino.
"Nel finale, è chiaro, cambiammo qualcosa", mi disse Chavez. Invece di "quando avremo rotto le catene che ci opprimono inflitte dal potere spagnolo", dissero: "Fino a quando non romperemo le catene che ci opprimono e opprimono il popolo per volontà dei potenti".
L'aereo atterrò a Caracas alle 3 del mattino. Dal finestrino vidi la nebbiolina luminosa di quella città indimenticabile in cui ho vissuto tre anni cruciali per il Venezuela, ma anche per la mia vita. Il presidente si congedò col suo abbraccio caraibico e un invito esplicito: "Ci vediamo qui il 2 febbraio".
Mentre si allontanava accompagnato da alcuni di quei militari suoi compagni e amici della prima ora, mi venne l'impressione di aver viaggiato e conversato con due uomini opposti. Uno a cui la sorte aveva offerto l'opportunità di salvare il suo paese. E l'altro, un illusionista, che potrebbe passare alla storia come un despota."

G.Garcia Marquez da Dossier Venezuela

lunedì 4 marzo 2013

E le stelle stanno a guardare...



Nessuna miniera, nessuna faccia sporca di polvere di carbone, nessuna lampada ad acetilene. Solo vecchi e nuovi parlamentari in attesa di svolgere il proprio compito. Di poco pulito ci sono le mani e la coscienza di molti. E l'aria delle nostre città, Parma compresa. La scena è l'Italia del 21 esimo secolo e non il Northumberland di un secolo fa. E la questione è nota e dibattuta: riusciremo ad avere un nuovo governo? 
Tornano alla mente altre suggestioni letterarie di un secolo fa e il poco lusinghiero giudizio del premio Nobel John Galsworthy sui politici di ogni tempo: 

"Vi è un unica regola per gli uomini politici di tutto il mondo: quando sei al potere, non dire le stesse cose che dici quando sei all'opposizione. Se ti ci provi, ci guadagni soltanto di dover fare quello che gli altri hanno trovato impossibile."

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva