venerdì 20 giugno 2008

Pazzi per l'Italia


Dicono che il Salento sia terra di matti. Ma di quei matti buoni, in preda ad una sana e visionaria follia. A metà tra estro artistico e malattia. E che tutto questo sia colpa del vento levantino che spira frequente e con folate improvvise. Capita allora che sei in vacanza in questa terra, rinfrescato dalle acque di uno Jonio già in odore di Grecia. E gratificato dall'ennesimo "assaggio" di pucce, di olive e di taralli, innaffiati di rosato salentino. Capita anche che nell'alternanza Mondiali/Europei ci sia la periodica partita del secolo dell'Italia pallonara. Capita così che ti ritrovi dinanzi ad una maxischermo insieme con ragazzini irrequieti, commercialisti dall'epa pronunciata, olezzanti "sciure" padane e aragoste dall'idioma alemanno giunte fin qui. Capita infine, che alle prime note saltellanti di "fratelli d'Italia", qualcuno dei presenti ordini con fare perentorio di alzarsi dalla comoda e vacanziera poltroncina, per onorare con solenne e turgida marzialità le patrie note. Ti ritrovi allora, insieme alle aragoste dallo sguardo inebetito, a osservare i commercialisti, i ragazzini e le sciure fare karaoke in concorrenza con Gattuso & co. sulle note del povero Goffredo Mameli. Ma proprio quando inizi a dubitare di trovarti ancora nello stesso paese del boom d'evasione fiscale, dei mammoni più mammoni d'europa e delle soubrette-ministro, arriva un colpo di quella brezza a ricordarti che qui il vento fa diventar proprio matti...

venerdì 13 giugno 2008

L'arcobaleno dell'operaio


La poesia : "l'arcobaleno dell'operaio" è in concorso alla ventisettesima edizione del premio "Città di Legnano".

I poeti non dimenticano.

martedì 10 giugno 2008

Europeo Azzurri: i polli all'Orange

Italia Olanda 0 - 3


Il C.T. schiera un undici sconclusionato e un po' buffon che dona_doni agli avversari. Questi per mezz'ora giocano al gattuso col topo e poi ricambiano la gentilezza con tre tulipani tre.

Van Basten? Domanda premuroso il tecnico fiammingo.
Ci ha basten! Risponde il te(n)nico lumbard.

Difesa morbida e accogliente come matera(zz)i e col fiato un po' grosso.
Centrocampo ingenuo e finanche un po' pirlo nel difendere.
Attacco dai toni dimessi...

...e per gli Orange sembra la notte di_natale.

venerdì 6 giugno 2008

Gay Pride 2008: il giorno delle fate ignoranti



"Di la dal muro della prigione ci sono alcuni poveri alberi sporchi di fuliggine, che stanno appena ora rompendo in gemme di un verde quasi squillante. Io so benissimo a cosa essi tendono:
stanno trovando espressione."

Oscar Wilde



Toulouse Lautrec : Oscar Wilde



Il fantasma della libertà

Sondaggio Euromedia Research 28.5.2008 Popolarità Governo Berlusconi Fiducia nel Presidente del Consiglio 62,3 % Fiducia nel governo 59,8 %


Bonsenso pratico




Quanno, de notte, sparsero la voce
che un Fantasma girava sur castello,
tutta la folla corse e, ner vedello,
cascò in ginocchio co' le braccia in croce.
Ma un vecchio restò in piedi, e francamente
voleva dije che nun c'era gnente.

Poi ripensò: "Sarebbe una pazzia.
Io, senza dubbio, vede ch'è un lenzolo:
ma, più che di' la verità da solo,
preferisco sbajamme in compagnia.
Dunque è un Fantasma, senza discussione".
E pure lui se mise a pecorone.

Trilussa

mercoledì 4 giugno 2008

Bestiario veneto

Il leghista-mussoliniano Giancarlo Gentilini, ne ha sparata un'altra delle sue. L'ex sindaco e attuale vice-sindaco di Treviso si dimostra ancora una volta stimolato dal mondo animale.
Dopo il manifesto e "scherzoso" proposito di far travestire da leprotti gli stranieri della zona in modo da poter far esercitare i cacciatori locali, ora fa sul serio. E' di qualche giorno fa l'intervista nella quale dichiara l'inizio della sua battaglia per impedire l'accesso in città a cani di razze non venete. Che dire? Non mi sorprende.
In fin dei conti difende il suo pedigree.

Come alza la zampa e Marca il territorio lui non lo fa nessuno. Gli mancasse pure la parola...

lunedì 2 giugno 2008

Rino Gaetano: profezia di una morte

Rino Gaetano, il "figlio unico" della famiglia dei cantautori italiani muore all'alba del 2 Giugno 1981.

Nella "ballata di Renzo" quasi la profezia del suo tragico destino.

"Quel giorno Renzo uscì, andò lungo quella strada
e una Ferrari contro lui si schiantò
il suo assassino lo aiutò e Renzo allora partì
verso un ospedale che lo curasse per guarìr.
Quando Renzo morì io ero al bar
La strada era buia si andò al San Camillo
e lì non l’accettarono forse per l’orario
si pregò tutti i Santi ma s’andò al San Giovanni
e lì non lo vollero per lo sciopero
Quando Renzo morì io ero al bar
era ormai l’alba andarono al Policlinico
ma lo si mandò via perchè mancava il vicecapo
c’era in alto il sole si disse che Renzo era morto
ma neanche al Verano c’era posto
Quando Renzo morì io ero al bar,
al bar con gli amici bevevo un caffè."

2 Giugno : lunga vita alla RES PUBLICA !


Non è più da tempo una giovane sorridente. Preoccupazioni e dolori ne ha vissuti in quantità.
Quanti generosi genitori, compagni di vita e figli più o meno fedeli si son persi negli anni.
Eppure, nel fiorire di rughe e segni sulla sua pelle, non vorrebbe perdere la speranza di una tranquilla e pacifica vecchiaia.
Che diffidi allora dei falsi medici accorsi al suo capezzale, che sostituiscono, al placebo degli ultimi anni, occulti veleni presentati come elisir di lunga vita. E ricordi solo lo spirito della giovinezza e del suo simbolo di pace, lavoro e solida fratellanza.

Lunga vita alla RES PUBLICA!

domenica 1 giugno 2008

Siamo o saremo tutti clandestini!



In questo paese sta arrivando a compimento la militarizzazione strisciante della democrazia. Una sorta di golpe bianco benedetto dai poteri forti, ed al quale una parte consistente dei cittadini, ha dato un forte sostegno elettorale.
Disorientati dal caos regnante e tele-orientati dagli organi d'informazione utilizzati come carri armati culturali, molti di noi si stanno facendo progressivamente e consensualmente spogliare dei più elementari diritti democratici.
Allora, la necessaria gestione di un fenomeno come le migrazioni dei popoli poveri, che le società più opulente hanno sempre conosciuto, si è trasformata nel problema sicurezza o meglio nella sua "percezione". Che forse dovremmo semplicemente chiamare col nome che il dizionario della lingua italiana le assegna : PREGIUDIZIO. E come in un rito ancestrale ecco la parola magica, che allontana l'altro da sè, che lo isola nella sua ricerca di sopravvivenza, che elude il problema con un semplice appellativo: CLANDESTINO.
Si è sfruttata la cosiddetta "emergenza rifiuti" per varare i recenti provvedimenti che rendono illegali le proteste di qualsiasi comitato di cittadini in opposizione a decisioni prese senza il consenso delle comunità locali. Attenti, non varrà solo in Campania. E nemmeno solo per l'individuazione dei siti delle discariche. Varrà in futuro per chiunque, in modo più o meno organizzato, vorrà contestare la politica del Palazzo e il suo occupante pro-tempore. Le elezioni si ridurranno così sempre più ad una croce su di una delega in bianco. Sulla quale due uomini (non di più) scriveranno nome e cognome dei delegati e oggetto della delega, facendo valere il principio della maggioranza della metà+1 dei sudditi "aventi diritto". E allora diventeremo tutti CLANDESTINI.
Chi proverà ad impedire l'avvelenamento dell'ambiente.
Chi lotterà per difendere il proprio posto di lavoro.
Chi s'opporrà alla centrale nucleare e alla localizzazione delle sue scorie millenarie.
Chi rifiuterà una base militare dentro città.
Chi non vorrà prosciugare torrenti per imbottigliare acqua pubblica. Chi si schiererà contro una TAV costruita nei letti dei fiumi o dirà NO ai ponti faraonici e inutili.

P
oi un giorno nemmeno tanto lontano, giunti all'epilogo di questa democrazia da operetta, lo sarà anche chi cercherà di difendere il residuo brandello della Costituzione.

L'ultimo clandestino.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva