domenica 1 giugno 2008

Siamo o saremo tutti clandestini!



In questo paese sta arrivando a compimento la militarizzazione strisciante della democrazia. Una sorta di golpe bianco benedetto dai poteri forti, ed al quale una parte consistente dei cittadini, ha dato un forte sostegno elettorale.
Disorientati dal caos regnante e tele-orientati dagli organi d'informazione utilizzati come carri armati culturali, molti di noi si stanno facendo progressivamente e consensualmente spogliare dei più elementari diritti democratici.
Allora, la necessaria gestione di un fenomeno come le migrazioni dei popoli poveri, che le società più opulente hanno sempre conosciuto, si è trasformata nel problema sicurezza o meglio nella sua "percezione". Che forse dovremmo semplicemente chiamare col nome che il dizionario della lingua italiana le assegna : PREGIUDIZIO. E come in un rito ancestrale ecco la parola magica, che allontana l'altro da sè, che lo isola nella sua ricerca di sopravvivenza, che elude il problema con un semplice appellativo: CLANDESTINO.
Si è sfruttata la cosiddetta "emergenza rifiuti" per varare i recenti provvedimenti che rendono illegali le proteste di qualsiasi comitato di cittadini in opposizione a decisioni prese senza il consenso delle comunità locali. Attenti, non varrà solo in Campania. E nemmeno solo per l'individuazione dei siti delle discariche. Varrà in futuro per chiunque, in modo più o meno organizzato, vorrà contestare la politica del Palazzo e il suo occupante pro-tempore. Le elezioni si ridurranno così sempre più ad una croce su di una delega in bianco. Sulla quale due uomini (non di più) scriveranno nome e cognome dei delegati e oggetto della delega, facendo valere il principio della maggioranza della metà+1 dei sudditi "aventi diritto". E allora diventeremo tutti CLANDESTINI.
Chi proverà ad impedire l'avvelenamento dell'ambiente.
Chi lotterà per difendere il proprio posto di lavoro.
Chi s'opporrà alla centrale nucleare e alla localizzazione delle sue scorie millenarie.
Chi rifiuterà una base militare dentro città.
Chi non vorrà prosciugare torrenti per imbottigliare acqua pubblica. Chi si schiererà contro una TAV costruita nei letti dei fiumi o dirà NO ai ponti faraonici e inutili.

P
oi un giorno nemmeno tanto lontano, giunti all'epilogo di questa democrazia da operetta, lo sarà anche chi cercherà di difendere il residuo brandello della Costituzione.

L'ultimo clandestino.

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