lunedì 25 maggio 2009

Libri e volpi


In un panorama editoriale mondiale in piena crisi, non è certo l'editoria italiana a poter brillare di luce propria.
L'ultimo rapporto sullo stato dell'editoria italiana 2008 è impietoso al riguardo:
solo un italiano su 8 legge abitualmente libri con la cadenza di almeno uno al mese;
un italiano su due non legge alcun libro, nemmeno un giallo, un manuale o un libro di cucina che sia;
nelle regioni del sud, tale rapporto scende largamente ad un cittadino su tre.
In una situazione da "diffuso analfabetismo di ritorno" ci si attenderebbe dal sistema editoriale nazionale, magari con l'ausilio del Ministero della Cultura e da quello dell'Istruzione, una risposta fortemente impegnata a favorire una educazione alla lettura ed ai suoi piaceri.
Invece, accanto a centinaia di editori a pagamento, oltre che al print on demand e alle pubblicazioni online, editori piccoli e grandi si limitano a operazioni di marketing di piccolo cabotaggio, mutuando linguaggi e vuote provocazioni dalla televisione.
E' il caso della Giovane Holden edizioni di Viareggio che con "Nudo" ha pubblicato un volume di ben 112 pagine difficilmente collocabile in un qualsiasi ordine bibliotecario.
Il motivo è presto detto: tutte le pagine sono inopinatamente e desolatamente bianche!
Eppure casa editrice e "autori" riescono perfino ad ottenere spazio per la sua compiacente presentazione.
Ma non stupitevi. Perfino autori pubblicati dal marchio Mondadori ricorrono a "singolari mezzi di promozione".
E' il caso di Violetta Bellocchio (pedigree di tutto rispetto: uno zio famoso regista, un altro animatore dei Quaderni Piacentini e un papà scrittore e poeta)un blog seguitissimo fino alla sua chiusura, il cui primo romanzo "Sono io che me ne vado" è oggetto di un particolarissimo ed inusuale marketing: diverse e graduate forme di "incontro e fraternizzazione" con i propri lettori basate sul numero di copie acquistate...
Qualcuno obietterà che una Moleskine ha meno pagine e costa più dei cinque euro di Nudo, o che una vacanza in Versilia con una giovane donna valga ben più dei circa duecento euro necessari per l'acquisto delle copie richieste. Giusto, ma tutto questo che c'entra con la letteratura?

giovedì 14 maggio 2009

Feticisti di tutta Italia unitevi!


Il volume «The bondage clinic». e altri prodotti dall’editore Glittering Images saranno in mostra in uno stand del Salone del libro di Torino per far conoscere il “Carpediem”, un vero e proprio sexy-shop specializzato nel genere fetish.

«Un porno-shop in Fiera? Ma scherziamo?» si saran detti gli organizzatori che, pur di scongiurare lo «scandalo», hanno lavorato su lessico e denominazioni, com’è naturale in un quello che si presume essere un "tempio della parola". Risultato: banditi «porno» e «sexy», è rimasto il tecnico «fetish», liberalizzando così immagini esplicite, manette, collari ecc...

Ma non stupitevi. Il genere è veramente di tendenza.
Più fetish di così?


Foto in CC da http://www.flickr.com/photos/batrace/



sabato 9 maggio 2009

Segregazionisti sotterranei: l'apartheid dei bauscia


Preparatevi.

Perchè il controllore non s'accontenterà della vostra pelle bianca come latte. Nè del naso caucasico o della liscia e platinata acconciatura.

Non vi salverà nemmeno sfoggiare un italiano da Accademia della Crusca. E neppure un lumbard d'accatto "ecceziunale veramente".

Chissà su cosa verterà poi l'esame di "milanesità" per poter posare liberamente le proprie natiche sopra un sedile della metropolitana meneghina senza incorrere nelle ire del ligio funzionario di turno.

La declamazione di una poesia del Porta? La ricetta originale del risotto con l'osso buco?

Per gli esponenti della Lega e il loro razzismo segregazionista anche l'apartheid è una cosa da pianeta dei "bauscia".


A cento passi da zù Tanu


9 Maggio 1978 - 2009

Un mare di gente a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E' tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca c'è aria di festa.

E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti e dalle labbra
carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.

Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.


Peppino Impastato


"Sei andato a scuola? Sai contare?""Come contare?""Come contare?1,2,3,4,sai contare?""Si,so contare""Sai camminare?""So camminare""E contare e camminare insieme lo sai fare?""Si!Penso di si!""Allora forza!Conta e cammina!dai... 1,2,3,4,5,6,7,8...""Dove stiamo andando?""Forza!Conta e cammina!9... 90,91,92,93,94,95,96,97,98,99 e 100!Lo sai chi ci abita qua?A?U zù Tanu ci abita qua!!""Cento passi ci sono da casa nostra,cento passi!"

(tratto dal film "I cento passi" di M.T.Giordana)

mercoledì 6 maggio 2009

L'attimo fuggito

***
Notte di palme benedette.
Notte fresca di vallata.
Notte di terra grassa.
Notte di monti che cullano tetti.
Notte di sonno e di sogni.
Notte di giovani progetti.

E di antiche attese
al fuoco di un camino.
Di vili guardiani, quiete
prelude la tempesta,
che un ruggito sordo
fauci spalanca al suolo.

Del respiro sospeso
prima di diventar paura.
Che cresce smisurata,
come muta preghiera,
col verso della terra
ora mutata matrigna.
Che ferma il cuore
e gela sangue alle gambe,
gettate alla rinfusa
nel ribollire cieco
di una nebbia ruvida,
come farina di case.

Del collasso di travi,
al latrare dei pastori,
e nel pianto dei figli
sui gradini nascosti,
da pietra sulle ossa
e nei pertugi di tana.

Resterà solo calcina
a raschiar nella gola,
l'invocazione di santi
sulle porte ostinate,
e alle vetrate fragili
come speranze ultime.
E i belati d'agnello,
con sacrifici d'affetti,
gli orologi arrestati,
e le colonne sfuggite,
come la stretta di mani,
forse per sempre.
Roberto Celani

martedì 5 maggio 2009

5 Maggio: ode a un presidente imperatore


Ei fu. Siccome immobile, dato il coniugal sospiro, stette il "papi" immemore orbo di tanto spiro, così percosso, attonito il tg4 al nunzio sta, muto pensando all'ultima ora dell'uom fatale; né sa quando una simile orma di pie' mortale la sua villa certosa a calpestar verrà. Lui folgorante in solio vide la velina e giacque; quando, con vece assidua, cadde, risorse, mai tacque, di mille voci al sònito mista la sua sempre ha: mai vergin di servo encomio e del codardo omaggio, sorge or commosso al sùbito sparir di qualche paggio; e scioglie per l'urna un cantico che forse pagherà. Da Arcore alla Sardegna, dalle Bahamas alla Toscana, di quel securo il fulmine tenea dietro alla bandana; scoppiò da Sicilia a Mosca, dall'uno all'altro Zar. Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza: nui abbiam di fronte al Mangano Fattor, che volle in lui del creator suo padrino più vasta orma stampar. La porcellosa e trepida gioia senza ritegno, l'ansia d'un cor che indocile brama, pensando al regno; e il giunge, e diviene un premier ch'era follia sperar; tutto ei provò: la gloria maggior dopo l'Alfano, la fuga e la vittoria, la reggia al tristo Nano; due volte nella polvere, due volte sull'altar. Ei si nomò: due secoli, l'un contro l'altro armato, sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato; ei fe' Kakà, e con l'arbitro s'assise vicino a Pato. E riapparve, e i dì dell'ozio chiuse in sì brava ronda, segno d'assenza d'accidia e d'avidità profonda, d'inestinguibil odio e d'indomato amor. Come sul capo al naufrago l'onda s'avvolve e pesa, la chioma su quel misero, bruna pur dinanzi e tesa, scorrea col ceron a scendere, Prodi remote invan: che su quell'alma il cumulo delle memorie scese. Oh quante volte ai posteri narrar se stesso imprese, e sulle fraterne pagine cadde la stanca man! Oh quante volte, al tacito morir d'un giorno inerte, chinati i rai fulminei, le braccia al sen conserte, stette, e nei dì che furono assalse il sol dell'avvenir! E ripensò le mobili tende, e le percosse valli, e Bertolaso co' manipoli, e l'onda dei Gasparri, e il concitato imperio e il celere ubbidir. Ahi! forse a tanto strazio cadde lo spirto anelo, e disperò; ma il G8 venne come man dal cielo, e in più spirabil aere pietoso il trasportò; e l'avvïò, pei floridi sentier della speranza, ai lazzi eterni, al premio che le corna avanzan, dove in silenzio e tenebre un cucù giammai passò. Bello Immortal! benefico Fede ai trïonfi avvezzo! Scrivi ancor questo, allegrati; ché più superba bassezza al disonor del Quirinale giammai non si chinò. Tu dalle stanche ceneri sperdi ogni ria parola: il PDL che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice accanto a lui posò.

Testo originale : QUI

Vignetta di Vauro

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva