sabato 27 giugno 2009

Fido Fede e il digitale pedestre


Canali tradizionali scomparsi, altri da risintonizzare. Televisori perfettamente funzionanti ma messi fuori uso dalla mancanza del decoder. Anziani abbonati imbarazzati di fronte al telecomando e disorientati dall'uso di una nuova misteriosa "scatola nera"...


Scene che si ripetono in diverse regioni d'Italia al momento del passaggio forzato al "digitale terrestre".

E perchè tutto questo?

Non per accrescere il pluralismo televisivo, che per quello basta e avanza il digitale satellitare e ancor di più la banda larga della rete, ma solo per garantire al gran Signore della pubblicità televisiva (a voi indovinare il nome) nuove e più insinuanti forme di pubblicità che, dagli stessi addetti ai lavori, vengono definite più "mirate e determinate", consentendo di aprire la frontiera della vendita diretta.

Si apre l'era della pubblicità interattiva, quella che porterà soldi freschi nelle casse del Signore delle Antenne in attesa che la maggior parte delle famiglie si converta alla Pay TV (previsione 50% a tre anni).

E in tutto questo non pensate nemmeno di vedere rispettato l'oscuramento, previsto dalle sentenze giudiziarie, del segnale terrestre di Rete4.

Con buona pace di qualsiasi corte di giustizia europea, sarà infatti l'ammiraglia RAI1 a far posto sulle sue frequenze all'arrivo della tv che non c'è: Europa 7.

In fondo la storia dell'arte bellica insegna come a spianar la strada alla magnificenza dei Cavalieri e delle loro cavalcature siano storicamente i fanti. Piccoli, appiedati e sommersi dal fango e da altro lordume.

Fido Fede col suo digitale pedestre non farà eccezione.

Foto concessa in CC da Kevinsteel

venerdì 19 giugno 2009

Oh mamma: mi si è ristretta la democrazia!


La democrazia parlamentare italiana somiglia sempre più al bucato di una casalinga di Voghera piuttosto distratta.

Colori sbiaditi in fretta e spesso mutati più volte da un giro di centrifuga elettorale.

E ora anche il serio e definitivo restringimento di un tessuto che sembra lasciare oscenamente scoperti i più bassi istinti del populismo "made in Italy".
Tra le democrazie storicamente più solide esistono tre sistemi elettorali:
proporzionale (a volte con soglia di sbarramento); proporzionale con premio di maggioranza; maggioritario con collegi uninominali.

Ebbene in questo paese da operetta immorale, grazie all'opera indefessa di Mariotto il refferrendarrio e poi del padre del porcellum potremmo riuscire perversamente a sommare gli effetti di tutti e tre i sistemi: liste bloccate, elevata soglia di sbarramento proporzionale e premio di maggioranza alla lista di maggioranza relativa.

Un risultato degno della legge Acerbo. Qualche dubbio?
Prendiamo dunque il pallottoliere, e proviamo a fare due conti basati sui dati ufficiali del Ministero dell'Interno sul recente voto europeo:

Elettori 50.342153
Votanti 32.748.675
Primo partito PDL 10.807.794 voti (percentuale su elettori 21,46) Secondo partito PD 8.008.203 (...................... 15.90)
Votando in questo referendum potreste arrivare a consegnare il governo del paese a chi nella realtà ne rappresenta solo poco più di un quinto!!
E' questo quello che volete? E' questo quello di cui questa democrazia malata ha veramente bisogno?

mercoledì 17 giugno 2009

Ricostruire, ricostruire, ricostruire!


Dall'ultimo numero di

UNA LETTERA DI DON ALDO ANTONELLI, PARROCO DI ANTROSANO DI AVEZZANO



Fossa e le prigioni-tendopoli


Carissimi,
sabato scorso sono tornato nella tendopoli di Fossa. Erano con me altre dieci persone della parrocchia di S. Andrea di Livorno che ho avuto il piacere di conoscere per l’occasione, venute in rappresentanza della loro comunità a portare la loro offerta per l’iniziativa che stiamo portando avanti. [...]
Quanto prima vi farò pervenire la pianta dell’insediamento che stiamo realizzando e la localizzazione della struttura. Comunque, d’accordo con il sindaco, sarà posizionata sulla piazza centrale del nuovo insediamento, al fianco della chiesa. Del resto che dirvi?
Mano a mano che passa il tempo la situazione si va deteriorando. Lo si avverte entrando in queste tendopoli ove, con il passar del tempo, passano anche i sorrisi e la spigliatezza e la socievolezza della gente che, rinchiudendosi nel proprio particolare, sembra come frustrata e “militarizzata”. L’impressione non è solo mia.
Il Governo ladro [...] ha atteso l’esito delle votazioni, per ritirare parte delle disposizioni sulle quali aveva giocato la propria faccia. Il maestro dell’imbroglio ha così rubato anche la buonafede degli ingenui!

«Aquilani, tutti a Roma - Pronti i bus per la protesta contro il decreto», così titola un articolo del giornale locale Il Centro.
Si tratta della manifestazione di domani (ieri ndr) 16 a Roma.
«Dobbiamo essere almeno duemila a Roma, così la capitale si accorgerà che non è vero che all’Aquila va tutto bene, che stiamo bene, che si sta ricostruendo tutto come mi dicono gli amici di fuori. Si sta perpetrando una truffa che vogliono far passare sulle nostre teste. Bertolaso sul centro storico ha detto: “Campa cavallo, prima di dicembre non se ne fa niente”. E intanto i crolli continuano, la città è bloccata e inaccessibile e nulla si muove per tutelare il nostro patrimonio abitativo, gli studi professionali, i negozi, i palazzi antichi...
Parlavo di militarizzazione: pensate, c’è una disposizione che vieta qualsiasi volantinaggio nelle tendopoli, “per non allertare la gente” si dice, per cui anche questa manifestazione viene propagandata col passa-parola.
E’ stato dato lo stop alla distribuzione dei pasti a coloro che non vivono nelle tendopoli.
Si stanno ritirando le tende singole, consegnate cioè a quanti avendo lo spazio nei pressi delle loro abitazioni, hanno scelto di attendarsi nei propri tenimenti.
Ormai la maschera della dentiera ridens sta cadendo per cedere il posto al ghigno sadico del sanguisuga. Lentamente sta montando la protesta anche contro la
costruzione della “New Town”. Alla riunione tenutasi l’altro giorno a Roseto, Paolo Mannetti, del Comitato Ara, urla: «L’Aquila è finita e non verrà ricostruita. Le tende non sono una soluzione da starci mesi. Un Piano regolatore fatto in due giorni ha disegnato una nuova città. Le 3500 nuove case abbatteranno il valore delle altre. Non ci sono soldi per le seconde e terze abitazioni: chi verrà a ricostruire? Nessuno. Per questo dobbiamo reagire e ribellarci».
Ciò che fa tristezza è che di quei pochi che sono andati a votare, la stragrande maggioranza ha votato Lui!


Aldo Antonelli




foto 2 Roma manifestazione 16.6.2009

martedì 16 giugno 2009

Ciao Ivan, cantore di gente qualunque.



E' morto Ivan della Mea.


L'avevo ascoltato dal vivo in una estate di circa dieci anni fa, ironia della sorte per un anticlericale come lui, in un parco denominato dei "Sette Frati" sul Monte Peglia, in Umbria. Direttore di quel piccolo festival estivo all'ombra degli alberi secolari, si era assunto, con la solita semplicità e l'inseparabile chitarra, l'onere di sostituire gli artisti programmati che all'ultimo momento avevano disertato l'evento.


Una voce da ringhera inconfondibile e diversa da ogni altra, con quella pronuncia milanese nasale e con la zeppola in bocca, come avrebbe detto uno dei tanti "terroni" della cui immigrazione al Nord, fra l'altro, aveva cantato i sacrifici.

Io so che un giorno
Io so che un giorno verrà da me
un uomo bianco vestito di bianco
mi dirà:«Mio caro amico tu sei stanco»
e la sua mano con un sorriso mi darà.

Mi porterà tra bianche case
di bianche mura in bianchi cieli
mi vestirà di tela greggia dura e bianca
e avrò una stanza un letto bianco anche per me.

Vedrò il giorno e tanta gente anche
ragazzi di bianco vestiti mi parleranno
dei loro sogni come se fosse la realtà.

Li guarderò con occhi calmi e dirò loro di libertà;
verrà quell'uomo con tanti altri forti e bianchi
e al mio letto stretto con cinghie mi legherà.

«La libertà- dirò - è un fatto,
voi mi legate ma essa resiste».
Sorrideranno:«Mio caro amico tu sei matto,
la libertà, la libertà più non esiste».

Io riderò il mondo ha un prezzo
tutto ha un prezzo anche il cervello
«Vendilo, amico, con la tua libertà
e un posto avrai in questa società».

Viva la vita pagata a rate con la Seicento la lavatrice
viva il sistema che rende uguale e fa felice
chi ha il potere e chi invece non ce l'ha.

Ascoltala qui


Foto concessa in CC da Zanzibar

giovedì 4 giugno 2009

Una volta qui c'era tutta campagna...elettorale!


Ancora poche ore ed anche gli alieni abitanti di Arcoreis saranno chiamati al voto con suffragio planetario. Numerose le liste elettorali in lizza per un posto nel parlamento galattico.

Qui di seguito le principali:




- Pecore del Libertino
- Pusillanimi Depoliticizzati
- Movimento Padrini Autonomisti
- Inquisizione dei Venditoridifumo
- Unione Divorziati Catechisti
- Scissione & Litigiosità
- Restaurazione Conformista
- Lega NoiOdiamoRispettareDiversi
- Lista Panino-mortadella
(denominazione adottata dopo l'ultimo sciopero della fame).

Che strani nomi, direte voi, per delle liste elettorali.
Non stupitevi, è Arcoreis. Mica un posto reale. O no?



L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva