lunedì 29 ottobre 2007

In nome dei senza nome


In nome dell'esercito degli "invisibili".

Esseri umani che nascono spesso ammalati, vivono male, e muoiono ancora bambini senza che vi sia traccia della loro esistenza, senza essere stati mai registrati: invisibili.
È una realtà nei paesi dove non esistono o sono carenti i servizi anagrafici e demografici per certificare nascita, decesso e cause di morte.
Un fenomeno che riguarda oltre 48 milioni di bimbi. Addirittura nei paesi più poveri 3 nascite su 4 non vengono mai registrate. Il 40% nel mondo.


Ma c'è anche chi un'identità anagrafica l'aveva e l'ha perduta nel volgere di un minuto.
Per trovarli il viaggio è breve. Dovete varcare il nostro confine orientale.
Troverete gli «Izbrisani»: i cancellati della Slovenia.



Così oltre i due terzi della popolazione mondiale, il cui 'anonimato' spalanca le porte a povertà, abbandono e sfruttamento, potrebbero entro pochi anni essere nascosti.

Come immondizia sotto il tappeto, nel salotto buono dell'umanità.

martedì 16 ottobre 2007

Sperimentazioni farmaci: cinismo o ipocrisia?

Candidi topolini da laboratorio con maggiori tutele rispetto a neri bambini dell'Africa sub-sahariana?
Per qualcuno nell'industria farmaceutica multinazionale sembrerebbe possibile rispondere proprio di si.

E' iniziato da qualche giorno in Nigeria il processo che vede lo stato nigeriano e la provincia di Kano citare in giudizio la casa farmaceutica statunitense Pfizer. L'accusa?
Aver sperimentato nel 1996, usando come cavie 200 bambini ammalati di meningite, il Torvan. Il farmaco secondo la Usa Food& Drugs Administration è dal 1999 lesivo del sistema epatico.

Risultato: 11 bambini deceduti. L'azienda si difende sostenendo di aver avuto consenso verbale dai genitori e che i bambini sarebbero comunque morti di meningite, per l'epidemia che nel giro di sei mesi uccise più di 12000 bambini
Rimane solo da aggiungere che l'intervento "umanitario" si svolse a seguito di un appello su scala mondiale che il governo nigeriano diffuse per far fronte all'emergenza sanitaria.


Più fortunati dei piccoli nigeriani saranno le cavie da laboratorio sanmarinesi. Nella Repubblica del Monte Titano è infatti stata approvata da qualche giorno una legge d'iniziativa popolare che qualifica secondo alcune associazioni animaliste il piccolo Stato come "Nazione cruelty-free" ossia come il primo Paese al mondo che non accetta l'impiego degli animali nella ricerca...
Rimane solo un piccolo dubbio. Quanto Viagra (Pfizer) viene consumato e soprattutto venduto entro i confini della prima nazione "cruelty -free" ?

sabato 6 ottobre 2007

1967/2007 : la memoria ha quarant'anni.

Muri caduti e rivoluzioni tradite. Poco altro è cambiato.
Ora il Vietnam si chiama Iraq e al napalm si preferiscono l'uranio impoverito e le cluster bombs. Le guerre non sono più imperialistiche ma
preventive e umanitarie.
E le parole si asciugano in bocca a chi osserva un mondo che insieme alle ideologie sta cancellando anche gli ultimi ideali.

Quindi non ricorderò il mito, nè l'abusata icona.
Ma solo un uomo con una grande coerenza morale.
Il volto umano del socialismo.

"Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo"

Ernesto de la Serna Guevara Lynch

lunedì 1 ottobre 2007

Sicurezza da salotto

Dal vocabolario della lingua italiana col termine sicurezza si indica:
l’insieme delle condizioni esteriori che consentono di vivere o di esistere e durare al riparo da pericoli, in uno stato di tranquillità e di operoso esercizio delle proprie funzioni e attività.


Realtà deformate e piegate ad uso della politica e non viceversa.
Pensieri già omologati o omologabili a breve: basterà un paio di TG al giorno prima del pasto e chi è ancora “malato” di razionalità sarà curato dalla Cupola del Pensiero Unico.

E così nel dimenticatoio andranno i petrolchimici assassini , le fabbrichette di borse per gli stilisti del “meidinitali”, le acque avvelenate, i tetti pericolanti, i cantieri della TAV, gli alto-forni affamati di uomini come mitologici draghi …
Sono i luoghi della guerra quotidiana del lavoro che fa più morti della guerra combattuta sui fronti.
Il traguardo dei 100000 morti nel dopoguerra tagliato già nel lontano 1996 e a milioni gli incidenti che massacravano e massacrano braccia e gambe, polmoni ed occhi, schiene e teste nel mattatoio quotidiano della produttività.
Anche oggi 4 fonditori o muratori, forgiatori o agricoltori che siano, non torneranno a casa.
I loro familiari potranno riconoscerli nella sala asettica di un obitorio.


Ma se la sorte ci assistesse, non dovremmo perdere le speranze!
Potremo sempre morire sul viadotto di una tangenziale, o nel traffico cittadino, sotto un camion sulla Salerno-Reggio Calabria o in qualche voragine aperta da una semplice pioggia insistente.
Non vi serviranno “bande slave” o il diverso violento di turno da additare per assurgere agli onori delle cronache.
Basterà un semplice incidente stradale. La banalità della morte quotidiana.
Come quella che ogni anno uccide oltre 5mila cittadini e ne ferisce più di 300mila.

Sappiate però che non avrete diritto a passaggi televisivi nei salotti importanti.
Non ci saranno talk- show nei quali dissertare sulle responsabilità, nè veline-opinioniste. Nessun sindaco-sceriffo e nemmeno uno straccio di sociologo edonista a parlare di voi.
Nessun nano, neanche una ballerina.
Siate indulgenti però!
Saranno tutti troppo impegnati a comprendere fino in fondo "l’estrema e sottovalutata pericolosità sociale di senzatetto e lavavetri".


L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva