mercoledì 30 aprile 2008

Portella della ginestra: un I° Maggio rosso sangue

La vecchia credeva che fossero mortaretti e cominciò a battere le mani festosa. Rideva. Per una frazione di secondo continuò a ridere, allegra, dentro di sé, ma il suo sorriso si era già rattrappito in un ghigno di terrore. Un mulo cadde con il ventre all'aria. A una bambina, all’improvviso, la piccola mascella si arrossò di sangue.La polvere si levava a spruzzi come se il vento avesse preso a danzare. C'era gente che cadeva, in silenzio, e non si alzava più. Altri scappavano urlando, come impazziti. E scappavano, in preda al terrore, i cavalli, travolgendo uomini, donne, bambini. Poi si udì qualcosa che fischiava contro i massi. Qualcosa che strideva e fischiava. E ancora quel rumore di mortaretti. Un bambino cadde colpito alla spalla. Una donna, con il petto squarciato, era finita esanime sulla carcassa della sua cavalla sventrata. Il corpo di un uomo, dalla testa maciullata cadde al suolo con il rumore di un sacco pieno di stracci. E poi quell'odore di polvere da sparo.
La carneficina durò in tutto un paio di minuti. Alla fine la mitragliatrice tacque e un silenzio carico di paura piombò sulla piccola vallata. In lontananza il fiume Jato riprese a far udire il suo suono liquido e leggero. E le due alture gialle di ginestre, la Pizzuta e la Cumeta,apparvero tra la polvere come angeli custodi silenti e smarriti.
Era il l° maggio 1947 e a Portella della Ginestra si era appena compiuta la prima strage dell'Italia repubblicana.
(da www. misteriditalia.com)


'Ntà lu chianu da Purtedda
chiusa a'nmenzu a ddù muntagli
cc'è na petra supra l'erba
pi ricordu a li compagni,
all'additta ni sta petra
a lu tempu di li fasci
un'apostulu parrava
di lu beni pi cu nasci
e di tannu finu a ora
a purtedda da
Ginestra
quannu veni u primu maggio
i cumpagni fannu festa.
Giulianu lu sapia ch'era a festa di li poveri
Na jurmata tutta suli doppu tanta tempu a chiovirì

Cu ballava, cu cantava, cu accurdava li canzuni
E li tavuli cunzati di nuciddi e di turruni.
Ogni asta di bannera, era zappa vrazza e manu
E la terra siminata, pani cauddu, furnu e granu.

La speranza d'un dumani chi fa u munnu na famigghia
La vitevunu vicinu e cuntavunu li migghia,
l'uraturi di ddu jornu jera Japicu Schifò,
dissi: Viva u primu maggiu, e la lingua ci'assiccò.
Di lu munti la Pizzuta ch'era u puntu cchiù vicinu.
Giulianu e la so banna scatinò a carneficina.

A tappitu e a vintagghiu, mitragghiavunu la genti
Comi fauci chi meti cu lu fòcu 'ntrà li denti,
cc'è cu scappa spavintatu, cc'è cu cianci e grida aiutu,
cc'è cu jetta i vrazza all'aria a'ddifisa comu scudu,
e li matri cu lu ciatu, cu lu ciatu e senza ciatu
figghiu miu, corpu e vrazza comu 'nghiommuru aggruppatu.

Doppu un quartu di ddu 'nfernu, vita, morti e passioni,
i briganti si nni jeru senza cchiu munizioni,
arristam a menzu o sangu e 'ntà l'erba di lu chianu,
vinti morti, puvireddi, chi vulianu un mundu umanu,
e 'ntà l'erba li cianceru matri e patii agginucchiati,
cu li lacrimi li facci ci lavavunu a vasati.

Epifania Barbatu cu lu figghìu mortu 'nterra dici:
a li poveri puru ccà ci fannu a guerra,
mentri Margherita la Glisceri ch'era ddà cu cincu fìgghi
arristò morta ammazzata e 'ntò ventri avea u sestu figghiu.

Fu ddù jornu,fu a Purtedda,
cu cci va doppu tan'tanni,
viti morti 'ncarni e ossa,
testa, facci, corpa e ghiammi.
Viva ancora, ancora vivi
E na vuci 'ncelu e terra,
e na vuci 'ncelu e terra:
o' giustizia, quannu arrivi.


Ignazio Buttitta

lunedì 28 aprile 2008

I crociati all'attacco della P.A.

LA7 Secondo appuntamento con Exit: il mondo del lavoro

Questa sera, lunedì 28 aprile, secondo appuntamento con Ilaria D'Amico e le inchieste di Exit.

Presentazione della trasmissione:

Seconda puntata interamente dedicata al mondo del lavoro. Nella prima inchiesta ci occupiamo di pubblico impiego. In Italia i lavoratori del settore pubblico sono 3 milioni e mezzo. I più assenteisti e improduttivi d'Europa secondo le classifiche. Per gli industriali la loro inefficienza ci costa un punto di Pil, 14 miliardi di euro. Ma sono davvero la zavorra italiana? E se è così, di chi è la colpa? Dei sindacati, dei dirigenti, della politica?

Ho visto la prima parte della trasmissione...
Speravo che una volta tanto si v
olesse affrontare il tema in modo serio e non stereotipato. Ho appena visto il materiale messo in onda. Sembra solo un assemblaggio dei peggiori luoghi comuni sulla P.A. che non è solo quella dei ministeri romani.
Lavoro da 26 anni in un ente pubblico nell'ambito del cosiddetto parastato. Il contratto di lavoro a partire dal DPR 346 del 1983 (!!) prevede una contrattazione in tegrativa basata sulla pianificazione e sul raggiungimento di obiettivi annuali di produttività quali-quantitativi. A tali obiettivi è collegato il conseguimento di una fetta di salario accessorio stimabile intorno al 25 % del salario lordo.
L'attestazione dei passaggi in ent rata ed in uscita avviene a mezzo badge elettronico dal 1985.
La richiesta e l'autorizzazione di qualsiasi assenza sia oraria che giornaliera avvengono mediante regist razione in procedura elettronica.
Risultano attivati tutti i sistemi di rilevazione della produttività, indici, rilevazione tempi e internal-audit.

Le assenze che nel servizio fate rientrare nel fenomeno "assenteismo" sono riconducibili a tutti i diversi istituti contrattuali di categoria (ferie, permessi retribuiti, congedi matrimoniali e per lutti familiari, norme di legge come la tutela della maternità, dell'handicap e ovviamente della malattia).
A differenza di quanto avviene ad esempio per un ricattabile lavoratore di una piccola fabbrica del nord-est, un lavoratore pubblico può non dover rinunciare ad esercitare questi diritti.

Per questo e per altre considerazioni che mai nessun servizio radiotelevisivo mi darà la possibilità di esporre, ritengo il servizio mandato in onda vergognoso e strumentale.

Voler rappresentare la generalità del pubblico impiego attraverso le sue degenerazioni equivale alla rappresentazione della biodiversità attraverso il cancro.

Qual'è lo scopo di una simile trasmissione? Si preparano tempi bui per il rinnovo del CCNL peraltro già scaduto?
A pensar male si fa peccato ma...

Un'ultima annotazione: il Prof. Ichino neocrociato antifannullone , altrimenti ordinario in una Università Statale, è considerab ile pubblico dipendente?

Se si, quale sarà il suo grado di asse
nteismo nel caso in cui eserciti tutte le prerogative di legge per assentarsi dal lavoro al fine di svolgere il mandato parlamentare al quale è stato appena eletto?

(commento appena inserito anche nel blog di Exit)

giovedì 24 aprile 2008

25 Aprile: Resistenza senza tregua

"Anche ora si devono infrangere le resistenze al progresso, si deve conquistare maggiore democrazia nelle fabbriche e nelle scuole; anche ora si deve lottare per la pace nel mondo; anche ora è dunque necessario lottare senza tregua"

Giovanni Pesce "comandante Visone" dalla prefazione del libro "Senza tregua" la guerra dei GAP


Teologia della superstizione

Oggi va in scena la spettacolarizzazione a reti unificate della religione.

A San Giovanni Rotondo l'ossimoro blasfemo della mistica alberghiera si sposa all'affarismo di piccolo cabotaggio del turismo parrocchiale.
E' solo l'ennesima affermazione di quella "teologia della superstizione" tanto cara alla Chiesa Romana e al suo Pontefice che calza Prada, troppo dediti all'amor profano per la ricchezza.

E così, con la riesumazione delle spoglie di un qualunque frate di Pietrelcina si seppellisce definitivamente la Teologia della Liberazione insieme con i resti di quella teorizzazione della "Chiesa dei poveri" che il Concilio Vaticano II aveva riportato sulla scena mondiale dopo sette secoli dalla regola Francescana.


Regola solo oscenamente richiamata dalla simbologia della colomba in cima alle colonne del principesco reliquiario carico di 600 kg di metalli e pietre preziose.

Ogni grammo di quell'oro, ogni argento, ogni pietra preziosa è un insulto agli ultimi della terra.
A quegli ultimi che non saranno mai primi ma nemmeno penultimi ex aequo, e ai quali ormai da tempo non rimane neppure l'oppiacea religiosa illusione.

mercoledì 16 aprile 2008

Ricomincio da tre

Cavalieri in doppiopetto dal sorriso imbalsamato, ex "celoduristi" post-trombotici, zerbini post(?)fascisti e lombardo-siciliani "amici degli amici"...


Ecco il nuovo quadrumvirato di compagni di merende, con le mani di nuovo allungate su questo paese con l'alzheimer, vittima della memoria corta e dell'analfabetismo di ritorno, capace di tracciare una croce e nulla più.

Ma ora che la campagna elettorale è finita e le "cordate" diventano corde saponate, un ponte raggiungerà Gomorra partendo da Pontida per far viaggiare ad alta velocità le balle (non eco) di Silvio III Imperatore.

Ma i sudditi delle tante troppe caste, giornalisti e ballerine, politologi e letterine, applaudono la semplificazione del sistema...
Abbiate comprensione, sono solo povere menti che non sopportavano più la complessità della realtà.

E allora tutti ad applaudire un'opposizione che perde MA ANCHE vince, che sta con i padroni MA ANCHE con gli operai, con i proprietari di casa MA ANCHE con gli inquilini, con la C.E.I. MA ANCHE con i laici, con la Rai MA ANCHE con Mediaset, con Topolino MA ANCHE con Gambadilegno, con il Grillo parlante MA ANCHE con Pinocchio...

L'Italia tutta attendeva un opposizione riformista e modernista, opportunista e consumista, vetrinista e qualunquista!

Io che sono tornato ad essere un extraparlamentare, non mollo.
Io ricomincio da tre...

lunedì 14 aprile 2008

Elezioni politiche 2008


A mio nonno...e a molti altri




"Ogni secolo produce i suoi propri uomini primitivi."
Karl Marx

martedì 8 aprile 2008

POLLI, PIL ed exit-POLL



I "due maggiori leader degli schieramenti elettorali a me avversi" sostengono in questa campagna elettorale che NON si può ridistribuire ricchezza senza un ulteriore crescita della ricchezza complessiva del paese.

Ora se proviamo a fare il conto della serva vedremo che il Prodotto Interno Lordo (la ricchezza complessiva del paese) è cresciuto secondo dati ufficiali del 20 % dal 1996 al 2007 mentre il potere d'acquisto di salari e pensioni è sensibilmente diminuito...Come spiegarlo?

Servono tesi di laurea, dotti economisti o addirittura il confindustriale foglio giallino con dovizia di tabelle?

Noooooo...Basta Trilussa!


LA STATISTICA
di Trilussa

Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.

Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì,la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perchè c'è un antro che ne magna due.
P.S.
Ah dimenticavo, il genio è Trilussa e i due compari li ho citati.
Noi cerchiamo di non fare la figura dei polli...

venerdì 4 aprile 2008

Storia di babbani e mammane


Sotto le torri, il babbano studia da apprendista stregone, ma è nudo quando non è in televisione. È grasso ma non è questa la sua oscenità. Suda livore oscurantista dal palco. Lo fa con parole distillate con cura, prese in prestito dal bagaglio, sbia
dito ricordo di anni di studio dalle parti del Kremlino.
Ora è solo un muro valicato con disinvoltura nel corso di una vita da voltagabbana, dalle cortine alle cortigiane di ferro, dal femminismo alla mammana.
Ora vende le sue provocazioni prezzolate un tanto al chilo, per questo ingrassa. E' quasi ubiquo il pennivendolo quando firma il fogliaccio. Una mano sulla penna l'altra sulla pecunia.
Ma in mezzo alla folla si zittisce anche la sua vena parolaia. Le uova e i pomodori fitti come le ingiurie, annunciano il ritorno delle streghe. Prova a fare lo sfrontato, poi la magia non riesce, batte in ritirata.
Solo alla luce azzurrina di un lampeggiante trova sicuro riparo.
Un Pastore Tedesco gli lecca la mano.
E le mammane riconoscenti, lo benedicono dall'ombra dei portici.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva