martedì 26 febbraio 2013

I grillini e la coscienza di Platone





"...Una volta, poi, istituite le leggi, tutto dipenderà da questo fatto: se i vincitori dimostreranno di sottomettersi alle leggi  ancor più dei vinti, allora non ci sarà angolo della città che non sia pieno di felicità e di sicurezza e ogni male verrà evitato. In caso contrario, rinunziate pure a chiamare me o qualcun altro per metterci a cooperare con gente che non sia disposta a seguire le dichiarazioni che stiamo fornendo. 

Questi infatti sono parenti stretti di quei consigli che io e Dione cercammo insieme di tradurre in pratica, per amore di 
Siracusa. Però, si tratta pur sempre di un progetto di ripiego, perché il piano originale, finalizzato all'attuazione del bene comune, era quello che la prima volta noi cercammo di realizzare con lo stesso Dionigi, ma che un destino più potente dell’umana volontà rese vano.


Ed ora tocca a voi cimentarvi in tale impresa, con miglior fortuna, con una sorte più propizia e anche col favore di qualche dio..."

Platone "Lettera VII"

1 commento:

Antonio C. ha detto...

e tocca invocare un pantheon di dèi che uno solo non può bastare...

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva