lunedì 18 febbraio 2008

Waterboarding: la "cura" dell'acqua

Uno nuovo sport acquatico? L'ultimo ritrovato per un effetto bagnato adatto a scolpire i vostri capelli? L'indesiderato effetto della pioggia sulla trazione anteriore della vostra auto?

NO.

Il Waterboarding non è niente di tutto questo. Una sola parola può definirlo: TORTURA!





Non potrebbe essere diversamente classificata una pratica che simula l'annegamento ed il suo effetto sul corpo e soprattutto sulla mente dei prigionieri che la subiscono.


I servizi segreti di quella che, malgrado tutto e tutti, viene continuamente definita come la più grande democrazia mondiale la praticano per estorcere confessioni ai prigionieri.

Dopo la pubblica ammissione della Cia di averla utilizzata a Guantanamo e la reazione del Senato americano, arriva G. Bush in persona,si proprio l'ex (?) alcolista esportatore di democrazia, a garantirne la "giusta" e puntuale applicazione. Una cura dell'acqua per presunti terroristi. Nel superiore interesse della democrazia mondiale oltre che della nazione, s'intende.

Come un novello Torquemada, il sinistro ispiratore del medioevo prossimo venturo, infischiandosene di qualsiasi convenzione internazionale, ha posto il veto coniugando a modo suo lo slogan
"Yes,we can" ...

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