mercoledì 31 dicembre 2008

L'attimo fuggente e il tempo che verrà.


Cos’è in fondo il passaggio da un anno all’altro?


Solo l'impercettibile susseguirsi di una frazione di secondo all’altra, in quella infinita ciclicità del tempo naturale all’interno della quale la breve linearità del tempo dell’uomo è cosa infinitesimale.

Eppure, con sommo disdegno di ogni raziocinio, ci ostiniamo a pensare che così come la lancetta nell’orologio ogni sessanta secondi o ogni dodici ore torna ad assumere la stessa posizione, anche per noi ogni volta si ripresenti la stessa vitale opportunità nella sua interezza.

Sappiamo bene che non è così. Che i nostri errori e le nostre esperienze si sommano e determinano la realtà che andremo a vivere, nel limite fisico del tempo che ci sarà concesso.

I veri cambiamenti si costruiscono con lenta gradualità. Sono frutti che vengono da lontano. E nulla hanno a che fare con il tappo repentinamente saltato di una bot
tiglia di spumante.













Auguro a tutti noi allora di saper costruire i cambiamenti che permetteranno un giorno alla nostra progenie di vivere pienamente, ma con rispetto e senso di giustizia, la vita.

Buon 2009, buon futuro a chi vorrà costruirlo.



foto concesse in creative commons da http://www.flickr.com/photos/gadl/
e da http://www.flickr.com/photos/stevewall/

martedì 30 dicembre 2008

Fuochi fatui su Gaza


Tra qualche ora inizierà come ogni anno il rito del fuoco nei cieli di molti pacifici paesi.
Moderni sacerdoti di Vesta rischieranno le loro mani di impiegati, operai, bottegai e commercialisti per l'effimero spettacolo di luce nel tradizionale frastuono della notte di san Silvestro. Fino al rischio stesso della vita.
Vita che in una terra che troppi considerano santa, senza donarle pace, non ha bisogno di feste chiassose e di cibo superfluo per sparire nell'istante dell'esplosione. Senza sorrisi intorno. Senza tappi saltati. Senza nemmeno l'illusoria speranza dell'avvicendarsi di un nuovo anno.

«Ero in presenza della morte, in presenza della natura, di una natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto, l’assoluto che era rappresentato dalla morte. Nella mia poesia non c’è traccia d’odio per il nemico, né per nessuno; c’è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini nella sofferenza, dell’estrema precarietà della loro condizione...
...Viviamo nella contraddizione. Posso essere un rivoltoso, ma non amo la guerra. Sono anzi un uomo della pace. Non l’amavo neanche allora, ma pareva che la guerra s’imponesse per eliminare la guerra. Erano bubbole, ma gli uomini a volte si illudono e si mettono dietro alle bubbole».

(Giuseppe Ungaretti in L’allegria).

Foto in Creative Commons da

http://www.flickr.com/photos/timtom/
http://www.flickr.com/photos/cactusbones/

martedì 23 dicembre 2008

Cronache di Arcoreis: il nuovo Re Magio (III puntata)

Dal vangelo secondo Ka(pe)zzone:

"Sul pianeta Arcoreis l'Editto del Signore delle Antenne aveva sancito il nuovo censimento.
Tutti a registrarsi anche a Betlemme 2, edificata in gran fretta allo scopo.
E per chi non poteva permettersi un tetto: una social-card e una grotta per tutti. Riscaldata dal popolo Bue a dall'Asinello a capo dell'opposizione.
La mangiatoia invece sventolava al centro del vessillo del nascente Partito dei Magi.
Finalmente s'era detto un basta con i re cattocomunisti.
Gaspare, Melchiorre e Baldassarre appartenevano ormai all'archeologia da presepe della prima repubblica.

I tre furbetti (Rom, arabo e africano), ovviamente clandestini, venivano intercettati e comunque fermati alla frontiera dai nuovi centurioni padani.
Il nuovo re unico avanzava.
Un Magio leganazionalriformistalibertario.
Portava in dono tanto sano ottimismo.

All'oro aveva sostituito un bonus-bebè, alla mirra l'odore dei soldi. I suoi.
L'incenso era stato bandito anche in modica quantità e per chi si ostinava a volerne consumare soggiorno obbligato nella comunità di San Silvio al monte Golgota.

Intanto il piccolo Erode, neo ministro dell'innovazione presepiale, aveva ordinato la strage dei fannulloni innocenti.
Nelle sue intenzioni non se ne doveva salvare proprio nessuno...





Vignetta di Mauro Biani (da http://www.maurobiani.splinder.com/)

martedì 16 dicembre 2008

Io e Raymond Carver

Eccolo lì il presuntuoso, direte voi.

Accostarsi indegnamente ad uno dei più famosi, se non il più bravo, tra gli scrittori del genere racconto, solo per aver provato a mettere in fila qualche parola di senso più o meno compiuto?
Va bene, sgombriamo subito il campo dall'equivoco.

Raymond Carver ha probabilmente in comune con me solo il monogramma RC e nient'altro.
Epoche, contesti nazionali e vissuti completamente diversi. Oltre alla qualità della sua produzione letteraria.

Eppure a leggere in questi giorni il suo breve saggio "Fuochi", raccolto insieme con altri ne "Il mesti
ere di scrivere" da Einaudi, sono rimasto folgorato.

La sua descrizione del contrasto tra il desiderio di scrivere e l'impossibilità momentanea di farlo è coincisa in modo preciso e impressionante con la sensazione da me provata in questo periodo in modo quasi lancinante.
E poi la sensazione suscitata da quel mondo che appare irragionevole, indecifrabile e quindi impossibile da bloccare in una istantanea, da raccontare compiutamente, non è la stessa che io e molti altri provano in questo momento?

E allora non rimane che leggerle queste poche righe, semplici e dirette come tutta la produzione dello scrittore americano.


"In quei giorni immaginavo che, se fossi riuscito a ritagliarmi un'ora o due al giorno per me, dopo il lavoro e la famiglia, sarebbe stato anche più che abbastanza. Il paradiso. Ed ero contento di avere quell'ora. A volte, però, per una ragione o per l'altra, non riuscivo a prendermela. E allora confidavo nel sabato, benché a volte succedessero cose che mandavano a monte anche il sabato. ma c'era ancora la domenica in cui sperare. Domenica forse.
Non riuscivo a immaginarmi al lavoro su un romanzo in quel modo, o meglio in nessun modo. Per scrivere un romanzo, mi sembrava, uno scrittore dovrebbe vivere in un mondo dotato di senso, un mondo in cui poter credere, da poter mettere a fuoco per bene e su cui poi scrivere accuratamente. Un mondo che, almeno per un certo tempo, rimanga fisso in un posto. Inoltre, dovrebbe esserci una specie di fiducia nella correttezza di quel mondo. Fiducia nel fatto che il mondo conosciuto abbia una ragion d'essere, e che valga la pena di scriverne, che non vada tutto in fumo mentre lo fai. Non era questo il caso del mondo che io conoscevo e nel quale vivevo. Il mio mondo era un mondo che pareva cambiare marcia, direzione e regole ogni giorno."

Questo è tutto. Ma mi sembrava il modo migliore di tornare su questa pagina dopo un paio di settimane d'impegnata latitanza.


foto concessa in CreativeCommons da http://www.flickr.com/photos/pinkmoose/

martedì 2 dicembre 2008

Una verità per Aldo Bianzino, una verità per la democrazia.


La mattina del 14 è stato trovato morto nella cella in cui era stato rinchiuso.
E' passato oramai un anno dalla morte "misteriosa" di Aldo Bianzino.

Un anno di solidarietà concreta, di appelli, presidi, volantinaggi,
iniziative di informazione, dibattiti , concerti di sostegno, a Perugia e nel resto d'Italia.
Ma anche un anno di inchieste, insabbiamenti, reticenze, richieste di archiviazione.
Finalmente l'indagine per accertare la
verità riparte. Per questo riprende un percorso di mobilitazione, consapevoli che ora più che mai è necessario fare sentire la propria voce, perché la morte di Aldo non passi sotto silenzio.

C'è chi vuole dimenticare e chi si ostina a reclamare la verità. Perché di carcere non si deve morire!

Il Comitato Verità per Aldo organizza un concerto benefit per mantenere alta l'attenzione sul caso Bianzino e sui numerosi altri casi simili, per sostenere le spese processuali e per dare solidarietà concreta ai familiari.

Il Concerto benefit con: Assalti Frontali e Villa Ada Posse
Venerdì 5 Dicembre
c/o Casa dei Popoli strada tiberina nord,
Casa del Diavolo (Perugia)
ore 22

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva