mercoledì 31 dicembre 2008

L'attimo fuggente e il tempo che verrà.


Cos’è in fondo il passaggio da un anno all’altro?


Solo l'impercettibile susseguirsi di una frazione di secondo all’altra, in quella infinita ciclicità del tempo naturale all’interno della quale la breve linearità del tempo dell’uomo è cosa infinitesimale.

Eppure, con sommo disdegno di ogni raziocinio, ci ostiniamo a pensare che così come la lancetta nell’orologio ogni sessanta secondi o ogni dodici ore torna ad assumere la stessa posizione, anche per noi ogni volta si ripresenti la stessa vitale opportunità nella sua interezza.

Sappiamo bene che non è così. Che i nostri errori e le nostre esperienze si sommano e determinano la realtà che andremo a vivere, nel limite fisico del tempo che ci sarà concesso.

I veri cambiamenti si costruiscono con lenta gradualità. Sono frutti che vengono da lontano. E nulla hanno a che fare con il tappo repentinamente saltato di una bot
tiglia di spumante.













Auguro a tutti noi allora di saper costruire i cambiamenti che permetteranno un giorno alla nostra progenie di vivere pienamente, ma con rispetto e senso di giustizia, la vita.

Buon 2009, buon futuro a chi vorrà costruirlo.



foto concesse in creative commons da http://www.flickr.com/photos/gadl/
e da http://www.flickr.com/photos/stevewall/

2 commenti:

"Arturo" ha detto...

La fine dell'anno dovrebbe essere un momento di riflessione su cosa è stato e su come vorresti che sarà.
Auguri

Roberto Celani ha detto...

Per Arturo

Col mio post ho solo suggerito una riflessione sull'inutilità di soffermarsi sul risultato ("cosa è stato") in un intervallo infinitamente piccolo e convenzionalmente codificato rispetto alla vita dell'umanità.

Tutto quello che "sarà" dipenderà da noi e non da un cambio di cifra sul calendario...

Auguri anche a te.

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva