mercoledì 6 gennaio 2010

2010: l'anno del contratto


No, i cinefili non si agitino sulle loro sedie. Nessun refuso.
Il 1980 di UFO, della SHADO (Supreme Headquarters Alliance Defense Organisation) e del suo comandante Straker è ormai un ricordo trentenne. Il 1997 del galeotto Jena Pliskeen e della sua Fuga da New York è ampiamente passato. Così come il 1999 della Base Lunare Alpha e del suo vagare fuori da ogni orbita geocentrica. Anche il 2001 delle odissee spaziali fra monoliti e computer intelligenti è ormai vecchio di quasi un decennio.
La fantascienza è stata spazzata via dalla storia.
Immaginavamo progressi inenarrabili e prodigiosi. E conquiste di altri mondi e spazi...
Ci ritroviamo invece piccoli nell'affrontare una crisi economica di portata planetaria e incapaci di difendere l'unico pianeta che può garantire la sopravvivenza della nostra specie.
E allora non ci rimane che parafrasare il titolo del sequel del film di Kubrik e puntare tutto sul 2010 trasformandolo nell' anno del contratto.
Si, basterebbe un contratto.
Quello per un lavoro che milioni di lavoratori ormai possono solo immaginare a tempo indeterminato. E quello che, dopo l'ennesima delusione di Copenaghen, come abitanti con una vaga forma di intelligenza di questo pianeta, dovrebbe permetterci di difenderlo dal consumo selvaggio.
Fantascienza per non smettere di sperare che il futuro dell'umanità non debba essere il ritorno allo stato di ominidi in attesa di un nuovo monolite.


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