giovedì 31 luglio 2008

Da Rascel a Brunetta l'avanspettacolo si chiama Renato


L'avanspettacolo torna ad essere un genere apprezzato?

Sembra proprio di si, e ancora una volta un Renato ne diventa il piccolo grande protagonista...




Foto da Aprileonline.it


Identico il Repertorio





Mamma ti ricordi q
uando ero piccoletto,
che mi ci voleva la scaletta accanto al letto,
come son cresciuto mamma mia devi vedere...
figurati che faccio il p
rofessore!


Dicono che di cresc
ere non mi dovrò fermare
dicono che posso ancor più alto diventare
e perciò la sera abbandonato il registro
mi danno le funzioni di ministro!







Guarda che bel ministron,
Buonaparte Napoleon!
Se Buona parte è questa qua,
l'altra parte dove sarà?
Questa parte che non parte
Io la cerco da ogni parte
E a proposito di parte
Malaparte dove sta?
Ho paura d'aver fatto una certa confusion.
Napoleon, Napoleon, Napoleon!


È arrivata la bufera
È arrivato il temporale
Chi sta bene e chi sta male,
e chi sta come gli par...


Testi di Renato Rascel

adattati da Roberto Celani




Se poi, non paghi della leggerezza di simili testi, vorreste qualcosa dal gusto decisamente più kitsch, potreste dare uno sguardo sul sito ufficiale del ministero della P.A e dell'innovazione retto dalla nuova star "Bruneta in gondoleta
"
Paura d'annoiarvi? Ma no. Il mini...mini...stro... ha pensato a voi e tra una boutade e un linciaggio mediatico troverete perfino i comics. Non ci credete?

Provare per credere.



lunedì 28 luglio 2008

Libertà : il resto di niente


L'olmo di Montepaone é un superstite giacobino.
L'ultimo "albero della libertà".
Un vegetale residuato di quella stagione rivoluzionaria che iniziata rivendicando diritti sacrosanti finì nel tritacarne della restaurazione.

"Pulcinella non è un tipo allegro. Sa le cose nascoste. Ca la Repubblica adda ferni', come finisce tutto, ca ll'uommene se credono de fa' chesto, de fa' chello, de cagna' lo munno, ma non è vero niente. Le cose cambiano faccia, non sostanza: vanno sempre comme hanno da ì. Comme vo' lo Padrone. Lo munno non po' girà a la mano smerza. Lo sole sponta tutte li mmatine e po' scenne la notte, la vita è 'na jornata che passa: viene la morte e nisciuna la po' ferma'. Perché è de mano de lo Padrone: di Dio. Pulcinella queste cose le ha sapute sempre, come volete che si metta a fare il giacobino? Lo po' pure fa', ma solo per far ridere, per soldi. Isso non ce crede.
Accossì adda i'. Tu non ce puo' fa' niente.
Il resto di niente"


Così scriveva Enzo Striano nel suo splendido
"Il resto di niente".


Parole messe in bocca a un "lazzaro" napoletano del 1799 ma che non mi stupirebbero se pronunciate oggi.
Qui.
E' doloroso ammettere che il futuro di un popolo passi ancora per la sua triste storia.

domenica 27 luglio 2008

La settimana tra cronaca & letterarura (n.1)

Il lodo Alfano

"Il giudice e il suo boia"
F. Durrenmatt

L'opposizione parlamentare

" La banda dei brocchi" J. Coe

La sinistra extraparlamentare

"Il contrario di uno" E. De Luca

venerdì 25 luglio 2008

Sinistra : ultima chiamata

Dopo settimane travagliate, è iniziato il Congresso del PRC, il più atteso della sinistra ormai extraparlamentare.
Cinque mozioni, nessuna maggioritaria.
Molta confusione e incerte
zza sugli esiti e un manifesto sicuramente inconsueto.
Fondo azzurro, tanti omini colorati alla Keith Haring e uno slogan, "Ricominciamo!" che sembra riecheggiare la voce "taurina" di Adriano Pappalardo.
Eppure la sintesi grafica è perfetta.
La rappresentazione di una società atomizzata e cristallizzata nelle sue differenze, che nuota suo malgrado, e tenta di stare a galla nel mare azzurro di Berluscolandia.
Un legittimo dubbio: che i grafici abbiano idee più chiare dei tribuni che si alterneranno sul palco?

...Chi conosceva appena il tuo colore,
bandiera rossa,
sta per non conoscerti più, neanche coi
sensi:
tu che già vanti tante glorie borghesi e
operaie,
ridiventa straccio, e il più povero ti
sventoli.

P.P. Pasolini

martedì 22 luglio 2008

Il serraglio padano del padrone


Zapping tv

TG : camicia verde dal dito medio alzato...

Doc: ...il pelame marcato, il raglio monotono, una maggiore adattabilità alle regioni più impervie sono quasi le sole caratteristiche che distinguono l'asino selvatico dal cavallo di razza.
Anche l'asino ha zoccolo monodattilo...

Cronaca parlamentare:
Riforma della giustizia e federalismo andranno avanti contestualmente...


Le bestie e er crumiro

Una volta un Cavallo strucchione
c'ogni tanto cascava pe' strada
scioperò pe' costringe er Padrone
a passaje più fieno e più biada:
ma er Padrone s'accorse der tiro
e pensò de pijasse un crumiro.

Chiamò er Mulo, ma er Mulo rispose:
- Me dispiace, ma propio nun posso:
se Dio guardi je faccio 'ste cose
li cavalli me sarteno addosso...-
Er Padrone, pe' mette un riparo,
Fu costretto a ricorre ar Somaro.

- Nun pò sta' che tradisca un compagno -
dice er Ciuccio - so' amico der Mulo -
e pur'io, come lui, se nun magno
tiro carci, m'impunto e rinculo...
Come vòi che nun sia solidale
Si ciavemo l'istesso ideale?

Chiama l'Omo, e sta' certo che quello
fa er crumiro co' vera passione
Per un sòrdo se venne er fratello,
Pe' du' sòrdi va dietro ar padrone,
finché un giorno tradisce e rinnega
er fratello, er padrone e la Lega.


Trilussa







sabato 19 luglio 2008

Il cobra Riccò e il ciclismo Felice

Gli italici e miopi cronisti stravedevano per lui.

Invece i francesi avevano diffidato subito.
Era una questione di accento.

Di italiani poveri e vincenti, sui Pirenei e sulle Alpi, ne avevano conosciuti tanti.
Ma era una memoria in bianco e nero.
Ricordo di un ciclismo e di un ciclista Felice.

Poi avevano dovuto invece dimenticare le imprese, forse non sincere, di chi aveva portato sale di Romagna sulle vette transalpine.
Si sa, l'amante tradito è diffidente.

Eppoi era arrivato questo ragazzino senza storia, dal soprannome pieno di veleno, che mostrava al cielo spesso anche un ditino un po' presuntuoso.
E come se non bastasse c'era quell'accento finale che li spiazzava.
Lì un accento si pronunciava, ma non si scriveva.
Ecco, quella stonatura, quasi una parodia del gallico tifoso, li aveva resi diffidenti, pronti al rivelarsi del falso.


Poi medici, siringhe e gendarmi avevano fatto chiarezza.
Il dubbio era stato spazzato per tutti.
Non bastavano nè il veleno nè l'accento per fare di un ricco "cobra" il campione Riccò.

giovedì 17 luglio 2008

Dagli all'untore!



E' un Luglio strano questo.Un luglio preoccupante.Si votano per decreto immunità per pochi e sacrifici per molti. Si agitano nell'aria cappi virtuali e tamponi per impronte. Alle persone si sostituiscono le categorie. Bianco o nero in una scacchiera che non ti tollera nella casella sbagliata.
Il vento fresco dello Jonio salentino l'hai dimenticato appena tornato al lavoro. Almeno così lo chiami tu. Perchè per gli altri il tuo non è lavoro, ma solo pubblico impiego.
Torni e non ti spaventano i documenti e le pratiche da evadere. A quello sei preparato. E' un volantino a gelarti. Parla di un articolo di decreto legge. Poco più che una manciata di parole. Li chiamano tagli di bilancio. E tu di colpo ti ritrovi più povero del 20%.
Per decreto.

Ti guardi intorno mentre pensi: non è giusto, non possono farlo. Poi incontri lo sguardo di altri che a quella domanda si stanno già dando un'altra risposta.
Allora sali sulla giostra della protesta. Un giro d'assemblea, un ordine del giorno e sei in piazza: presidio sit-in.
Le bandiere si muovono pigre nel vento caldo. I colori allegri stonano con le preoccupazioni dipinte sui volti di donne e uomini. Pensano a mutui, affitti e tasse universitarie da pagare. Sembrano tutti più vecchi e impacciati in quella situazione.
Un rigurgito di attivismo e, all'ombra di una bandiera d'un colore rinnegato da troppi, porgi volantini che balbettano le tue ragioni. Un turista curioso, qualche indifferenza di troppo, qualche interesse più o meno sincero...
Sei lì da un po', e ti stai già abituando al refrain delle tue parole quando una risposta ti spiazza.

"Delinquenti!"

E' un uomo di mezza età a vomitarti l'insulto addosso. E lo sguardo cattivo è rivolto proprio a te.
Ancora quell'epiteto: "siete dei delinquenti!".
Tu sai di non aver mai corrotto o concusso nessuno. Sai che nemmeno una vita del tuo lavoro ti basterà per accumulare la buonuscita di un manager di Stato. Guadagni in un mese quanto il tuo calciatore preferito mette insieme con un'ora di allenamento. Fai mentalmente il conto dei giorni di malattia di tutta la tua vita lavorativa e t'accorgi, quasi vergognandoti, che sono troppo pochi per essere credibili.
Sei comunque pronto a reagire, ma quell'uomo non c'è più. Sarà corso a casa, il telegiornale incombe.
Lo speaker darà notizie di nuovi tagli.
Anche alla dignità.

mercoledì 9 luglio 2008

Cronache di Arcoreis IIa puntata

Puntata precedente

L'annuncio bucò l'aria stagnante del pomeriggio estivo arcoreisiano:
nella colonia orbitante (quando girano girano) di Neapolis era scongiurato il pericolo dell'accumulo di

Meteoriti
Orogenetiche:
Neoformazioni
N
embifere
E

Z
olle
Z
oomorfe
A
lfacentauriane

La guerra al pianeta rosso era già stata dichiarata. Il primo carico di quell'immonda materia era già partito con TELE-trasporto per Marte al canto di :
Faccetta rossa, bella marziaaaana,
ti beccherai questa discarica campaaaana,

quando saremo vicino a teeee,

noi ti darem tutto l'amianto e pure il PET!
Intanto l'ultimo nato nella scuderia di androidi del Signore delle Antenne, il modello Alfa_N0 versione Angel lavorava febbrilmente allo Scudo Spaziale Totale per porre Sua Bassezza al riparo dagli ultimi fuochi degli Interceptor CloroSilicoMarziani.
Il futuro presidente della Federazione Galattica sembrava dormire sonni tranquilli popolati dalle immagini di rilassanti pratiche di Pilates Lewinskiani.
Intanto nell'ombra di un'antica fabbrica di astronavi Soyuz, Vellutron e i loftiani meditavano tremendi propositi di rivalsa.
Il Leader del Morbidismo Cosmico era ormai arrivato a odiare il nemico a tal punto da immaginarlo sottoposto alla torturatrice archeovisione della filmografia completa di tale Eisenstein, autore terrestre del xx secolo.
Al solo pensiero una goccia di sudore freddo gli era caduta dalla fronte sulla figurina di uno dei suoi numi tutelari : Pizzaballa.
Aveva provato vergogna per la violenza di quel pensiero, ma anche un rigurgito di pugnace soddisfazione.
A tranquillizzarlo e a restituirgli fiducia nei propri metodi erano arrivati poi i loftiani pentiti dall'Arena della Naumachia posta al centro della Città Eterna. Riferivano di un Toga-party sfrenato, una vera giornata dell'odio fomentato da Azzekka DP&TR il pericoloso mutante delle Montagne Nere con il quale un tempo aveva perfino cercato di stringere alleanze.

Un nuovo brivido gli percorse la schiena.
Quindi, con lo sguardo riflesso nello specchio olografico, formulò la rituale domanda: Specchio specchio delle mie brame, chi è il più buono del Reame?

(continua)

domenica 6 luglio 2008

A volte ritornano.

Vacanze terminate. Rieccomi qua.
Sono tornato a spandere sudore sulla tastiera casalinga (ché quella portatile vacanziera e in prestito m'ha dato buca dopo una settimana).
Beh, dopo il ritorno delle "leggi ad personam" di Frottolo, alias Psiconano, alias Signore delle Antenne, il ritorno delle leggi razziali, e quello di Newman-Lippi sulla panchina della nazionale, ho riflettuto un attimo.
Allora mi son detto che se potevo sopportare tutto quello, potevo anche sopportare la fine delle vacanze...



L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva