mercoledì 5 agosto 2009

Pulpiti e pecorelle

Dal pulpito, Don Peppino l'aveva detto chiaro alle sue pecorelle. L'aveva perfino scritto: lui "per amore del suo popolo" non avrebbe taciuto.

I potenti della zona lo sapevano bene, per questo avevano armato la mano di due pecore qualsiasi.

E alla transustanziazione del vino si sostituì così il sangue di un uomo, sparso nella sagrestia violata della chiesa di San Nicola.

Gli anni trascorsi hanno fatto lenta giustizia, malgrado tutto.

Ma accade ora che una nuova pecorella con la P maiuscola, rovesciando ruoli, salga sul pulpito a rimestare presunte altre verità processuali, per poi pentirsene (?) e chiederne pubblicamente scusa solo dopo le inevitabili reazioni.

Non si affanni l'avvocato del boss Nunzio De Falco detto 'o lupo.


Chi conosce la storia recente di questo paese, sa anche distinguere l'autorevolezza del pulpito da cui viene la predica.

Rovesciare la verità sarà per chiunque una insostenibile impresa.

Foto in CC da Smeerch

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