giovedì 20 marzo 2008

Guida a destra


E' una notte di primavera del 2007.

Un ragazzo di 22 anni è alla guida di un furgone su di una strada provinciale marchigiana.
Non dovrebbe guidare, è ubriaco. All'uscita di una curva non controlla il furgone che invade la corsia di marcia opposta.
Cinque adolescenti che sono a cavallo dei loro motorini se lo vedono piombare addosso. Per quattro di loro si spegne definitivamente la luce di una vita troppo breve per non lasciare dolore e atroce rimpianto.
Il conducente sarà arrestato più tardi grazie alla ricostruzione del quinto ragazzo, ferito ma scampato all'incidente e di un altro testimone.
E' di etnia rom, originario di Caserta ma vive da tempo in un accampamento nei pressi del luogo dell'incidente.



Altra notte. Quella del 17 marzo, S.Patrizio, del 2008.
Mancano pochi giorni ad una Pasqua fredda e distratta dalla campagna elettorale più demagogica da 60 anni a questa parte.

Sul lungotevere di Roma, a pochi passi da Castel Sant'Angelo, due turiste irlandesi stanno rientrando dall'aver festeggiato la festa nazionale. Iniziano ad attraversare sulle strisce pedonali.
La Mercedes è lanciata a velocità autostradale.
Il conducente, un 32enne è ubriaco, inevitabilmente le travolge. La prima ragazza viene sbalzata a 40 metri di distanza, la seconda trascinata per decine di metri. Muoiono entrambe.
Lo svago di una vacanza si trasforma in una tragedia.
L'uomo si ferma, scende, si rende conto di quanto è accaduto, poi risale in auto e fugge.
Anche qui sarà un testimone a consentire di rintracciarlo e di arrestarlo.

Due storie molto simili. Due ir-responsabili che provocano morte.

Ma a fare la differenza ecco la politica.

Nel primo caso l'estrema destra di questo paese organizza pogrom nei confronti delle comunità nomadi, estendendo la responsabilità del singolo ad una intera etnia. La febbre è contagiosa e col vento in poppa dei giornali "moderati" si arriva a dare fuoco ai loro accampamenti. Nemmeno la puntuale condanna in Tribunale sembra placare il clima di linciaggio di cui fanno le spese, nel giorno del processo, perfino le forze di polizia.
Nel secondo episodio il caso vuole che il "protagonista" sia invece figlio di un esponente di rilievo della destra capitolina, nonche ex ufficiale della Polizia Municipale. Italiano malgrado il nome di battesimo teutonico, romano, quasi allattato dalla Lupa.

Tutto sembra assumere allora una nuova luce.

I TG che avevano ospitato il riverbero d'odio razzista di amici e familiari delle vittime del primo caso, improvvisamente scoprono la solitudine del responsabile del secondo pluriomicidio.
Le vittime impietosamente scompaiono, lasciando il posto ai commenti "pre-elettorali" di circostanza del padre del pirata della strada. Riesce perfino a minimizzare l'esistenza di filmati in Internet che riprendono il rampollo mentre si diverte a guidare senza tenere le mani sul volante.


Solo un anonimo cittadino chiede scusa, con un mazzo di fiori e un biglietto scritto in un inglese pudico, per la nostra inciviltà assassina.

Ehi, dico a te irriducibile anfitrione! Devi aprire gli occhi!
Non pretenderai mica uniformità di giudizio, spero.
Se ancora non te ne sei reso conto, sarà il codice della strada ad ispirare la modifica della Costituzione.
In questo paese, chi guida tiene la DESTRA!

Fatemi, fateci (?) scendere.

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