venerdì 30 maggio 2008

Gli enti di previdenza e le bugie di Brunetta


Le bugie del ministro Brunetta si muovono sulle sue stesse gambe. Che risultano, ad una prima occhiata, piuttosto corte. Due giorni fa l'enorme "bufala" sull'INPS in diretta TV. Poi, il giorno dopo, l'ufficiale presentazione di un disegno di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni nelle quali è inserito il proposito di:

"Trasformazione, pur mantenendone la proprietà in mano pubblica, degli Enti e Istituti a vocazione economica, a cominciare da quelli previdenziali e assicurativi, in società per azioni o Agenzie, al fine di conseguire i relativi benefici, sia in termini di riduzione dei costi di funzionamento sia di semplificazione e fluidificazione dei modelli di gestione e di prossimità al cliente/utente. Alcune amministrazioni possono finanziarsi, almeno in parte, vendendo servizi collaterali alla propria attività istituzionale, a prezzi di mercato".

La vecchia teoria andreottiana per la quale a pensar male si rischia di far peccato, ma spesso s'indovina, si rivela ancora una volta applicabile al caso!!!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Chissà se il ministro Brunetta ora varerà anche un piano industriale per far funzionare i Parlamentari?
Il tasso di assenteismo parlamentare italiano supera il 34 % all’anno.
I loro colleghi americani hanno un tasso di assenteismo del 3, 1 %.
I dipendenti del Ministero della Funzione Pubblica, secondo i dati diffusi da Brunetta, è del 7% (circa 28 giorni all’anno di malattia).
Un risultato alto rispetto alla media della PA che, secondo dati CGIL (ci sono dati di fonte diversa?), ha una media di 10, 5 giornate all’anno di assenza per malattia, contro 9,64 della media dei dipendenti privati.
I parlamentari italiani guadagnano 15.303 euro netti contro uno stipendio medio lordo della PA (che però comprende dirigenti e impiegati con una grande differenza di reddito, nonché magistrati, dipendenti di enti come Banca di Italia ecc. ecc.) 2500 euro netti.
Eppure l’assenteismo peggiore si ha tra i meglio retribuiti, i Parlamentari.
I Parlamentari italiani peraltro sono tra i più pagati in EU inoltre in Italia abbiamo un parlamentare ogni circa 60.000 cittadini, con una frequenza nettamente più alta della media europea.
Al contrario la PA italiana è tra le peggio pagate d’Europa, così come il settore privato italiano e tra i meno pagati d’Europa.
Di fronte a questi dati, un ulteriore scandalo si ha dalle retribuzioni dei tanti manager pubblici e privati che a fronte di emolumenti faraonici non hanno spesso ricevuto alcun controllo sul proprio operato.
Qualche cifra, sempre da fonte CGIL:
• Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’ENI: 10 milioni di euro;
• Giancarlo Cimoli, che guidava Alitalia, una compagnia sull’orlo del baratro e intanto si portava a casa uno stipendio che valeva due milioni e 790mila euro, oltre a compensi vari finiti nel mirino della procura di Roma;
• Roberto Poli, presidente dell’ENI: 2,8 milioni di euro;
• Vittorio Mincato, presidente di Poste Italiane: 4,8 milioni di euro. Ricevette una buonuscita di 25 milioni di euro dall’ENI;
• Elio Catania, ex presidente delle Ferrovie: 2 milioni di euro;
• Piero Gnudi, Amministratore delegato dell’ENEL: 2,6 milioni di euro;
• Alfio La Manna, vice presidente della società Esercizi aeroportuali di Milano: 2,26 milioni di euro;
• Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia: 450 mila euro l'anno. Nel 2005, vicepresidente di Goldman Sachs, ha dichiarato al fisco 24 euro di tasse su un imponibile di 162 euro derivante da rendite da fabbricati. Insomma, un poveraccio;
• Corrado Calabrò, Presidente dell'Autority delle Telecomunicazioni: 440 mila euro;
• Pierfrancesco Guarguaglini, Finmeccanica: 2,6 milioni di euro.


Recentemente, l’ex ministro Ferrero ha affermato che ''che i redditi italiani sono i piu' bassi d'Europa. In Italia si guadagna poco se si lavora con contratti standard. Il 68% dei lavoratori vive con meno di 1.300 euro la mese, il 35% non arriva a 1.000. Sul secondo punto, parlare di crescita e' un eufemismo. Gli stipendi dei manager non conoscono limiti. Tre soli esempi: Giancarlo Cimoli, alla guida dell'Alitalia, notoriamente sull'orlo del baratro, nel 2005 ha guadagnato due milioni e 791mila euro, esattamente quanto 210 dipendenti con contratto di lavoro standard. Nel 2006 Marco Tronchetti Provera, si e' ritoccato lo stipendio del 36% superando gli 8 milioni di euro (sommando anche quello che ha in Pirelli). Un premio per un'azienda, la Telecom, che in cinque anni ha dimezzato il suo valore in Borsa. Infine, lo stesso Luca Cordero di Montezemolo nel 2005 si e' messo in tasca oltre sette milioni di euro tra lo stipendio della Fiat e quello percepito alla Ferrari.

Infine, a proposito di trasparenza, riporto un breve articolo del QUOTIDIANOLIGURE, in cui viene riportata la richiesta del Presidente della Provincia di Genova Repetto al Magnifico Rettore di Tor Vergata, ai sensi della norma sulla trasparenza, di conoscere come il professore Renato Brunetta, deputato europeo dal 15/07/2004 al 28/04/2008 abbia potuto svolgere contemporaneamente l’incarico di professore e di deputato europeo e quante ore di presenza abbia garantito!

Con una lettera al professor Alessandro Finazzi Agrò, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", il Presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, ha chiesto ufficialmente, nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall’art 22 della Legge 241/90 e successive modifiche, se tra il 1999 e il 2008 il professor Renato Brunetta, ordinario di economia del lavoro presso l’ ateneo romano, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia conciliato tutti i propri incarichi, compresi quelli nel Parlamento Europeo, e dunque, qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a "Tor Vergata", con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze. Una richiesta espressa "in rispetto e sintonia con la stessa Operazione Trasparenza promossa e avviata dal neo Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione"."In questi giorni – scrive Repetto – è aperto il dibattito sull’efficienza e l’impegno lavorativo dei dipendenti pubblici, un tema portato agli onori della cronaca dal neo Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta. Ricercando questo spirito nel nostro Ministro, sono rimasto molto colpito dal curriculum del professor Brunetta, che vanta un passato illustre e prestigioso di attività e incarichi sia politici sia scientifici. Scorrendo dunque l’elenco dei rilevanti impegni, risaltano in particolare quelli politici che, a partire dal 1999 fino al 2008, lo hanno visto deputato al Parlamento europeo con l’incarico di Vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia e membro delle delegazioni parlamentari miste UE-Croazia e UE-Turchia, oltre che della delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese." Da qui è dunque nata la richiesta al Magnifico Rettore dell’Università romana "Tor Vergata". "In qualità di Presidente di un’Amministrazione Provinciale – ha dichiarato Alessandro Repetto - ritengo doveroso che i rappresentanti istituzionali, che siano di Comuni, Province, Regioni o del Governo stesso, siano i primi a rappresentare un virtuoso esempio di quei valori o principi che si impegnano a difendere."

Roberto Celani ha detto...

Chissà se il Magnifico Rettore di Tor Vergata avrà il coraggio, che sembra mancare alla quasi totalità dei dirigenti pubblici, nel rispondere a tale richiesta...

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva