mercoledì 10 settembre 2008

11 settembre: Radio Magallanes 35 anni dopo

Santiago 11 settembre 1973

ore 8.45
"...Non ho inclin
azioni al martirio, sono un combattente sociale che esegue l'incarico che il popolo gli ha affidato. Ma coloro che vogliono far regredire la storia e disconoscere la volontà maggioritaria del Cile sappiano, che pur non essendo un martire, non arretrerò di un passo..."

ore 9.03

"...Il popolo dev
e stare allerta e vigile. Non deve lasciarsi provocare, né deve lasciarsi massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio sforzo una vita degna e migliore..."

ore 9.10

"...Posto in questo frangente storico, pagherò con la vita la mia lealtà al popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che abbiamo affidato alla coscienza onesta di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere definitivamente falciato. Hanno le armi, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con i
l delitto né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli..."



La morte


Sono rinato molte volte, dal fondo
di stelle rovinate, ricostruendo il filo
delle eternità che popolai con le mie mani,
e ora vado a morire, senza nient' altro, con la terra
sopra il mio corpo, destinato a essere terra.

Non ho comprato una porzione di cielo che vendevano
i sacerdoti e non ho accettato le tenebre
che il metafisico fabbricava
per potenti sfaccendati.

Voglio stare nella morte insieme ai poveri
che non ebbero tempo di studiarla,
mentre li bastonavano quelli che hanno
un cielo suddiviso su misura.

Ho la mia morte pronta, come un vestito
che mi aspetta, del colore che amo,
dell'estensione che cercai inutilmente,
della profondità che necessito.

Quando l' amore consumo' la sua materia evidente
e la lotta sgrana i suoi martelli
in altre mani di unita forza,
la morte viene a cancellare le tracce
che costruirono le tue frontiere.

(Pablo Neruda)

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