domenica 7 settembre 2008

Storie di ministri, di scuole e di letame

Maria Stella Gelmini è diventata avvocato grazie al praticantato (falso?) e alla residenza (falsa?) in Calabria, cioè nella regione (piuttosto meridionale) che ha il record di promozioni all'esame di procuratore, tanto che una legge dello stato è stata varata appositamente per correggere questa "anomalia"...
Foto di A.Rotoletti

Si, proprio quella Maria Stella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, che, solo pochi giorni fa ha affermato che
"...alcune scuole del Sud abbassano la qualità della scuola italiana. In Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti".

La stessa Gelmini che ha presentato nella scorsa legislatura la proposta di legge sul merito, motivandola con la necessità di "agevolare la diffusione e attuazione concreta nella società italiana" di tale valore.


Altri tempi, altre scuole:


"Barbiana, quando arrivai, non mi sembrò una scuola. Né cattedra, né lavagna, né banchi. Solo grandi tavoli intorno a cui si faceva scuola e si mangiava. D’ogni libro c’era una copia sola. I ragazzi gli si stringevano sopra. Si faceva fatica a accorgersi che uno era un po’ più grande e insegnava. Il più vecchio di quei maestri aveva sedici anni. Il più piccolo dodici e mi riempiva di ammirazione. Decisi fin dal primo giorno che avrei insegnato anch’io. La vita era dura anche lassù. Disciplina e scenate da far perdere la voglia di tornare. Però chi era senza basi, lento o svogliato si sentiva il preferito. Veniva accolto come voi accogliete il primo della classe. Sembrava che la scuola fosse tutta solo per lui. Finchè non aveva capito, gli altri non andavano avanti. Non c’era ricreazione. Non era vacanza nemmeno la domenica. Nessuno di noi se ne dava gran pensiero perché il lavoro è peggio. Ma ogni borghese che veniva a visitarci faceva una polemica su questo punto. Un professore disse: “Lei reverendo non ha studiato pedagogia. Polianski dice che lo sport è per il ragazzo una necessità fisiopsico…”.Parlava senza guardarci. Chi insegna pedagogia all’Università, i ragazzi non ha bisogno di guardarli. Li sa tutti a mente come noi si sa le tabelline.
Finalmente andò via e Lucio che aveva 36 mucche nella stalla disse: La scuola sarà sempre meglio della merda!"

(da "Lettera a una professoressa" di Don Milani e Scuola di Barbiana)



2 commenti:

giam ha detto...

...sai robbe'... è che a volte siamo orfani della serietà... Voglio dire: qui finisce che qualsiasi cosa seria ci andrebbe bene, solo perchè seria. Certe volte dico provocatoriamente(mica tanto) che vorrei che ci fossero comunisti e fascisti, ma seri...
Su meritocrazia e tutte 'ste belle cose qua, al di là di valutazioni di merito, io diffido perchè non le vedo applicabili in italy, oceano di clownerie.
Un po' come il ponte sullo stretto: meglio non farlo perchè se è già sbagliato di suo, figurarsi poi che diventerebbe fatto all'italiana...
Oggi no lavoro: festa patronale.
Ciao robbe'...

Roberto Celani ha detto...

Hai ragione Giam, siamo orfani della serietà. Anche se, a pensarci bene deve essere morta da tempo e noi non ce ne siamo accorti.
In fin dei conti non dicevano pure del fascismo che era un regime da operetta?
Conosci poi qualcosa di più esilarante del merito regolamentato per legge in un paese dove non si rispetta nemmeno il regolamento condominiale?
Goditi la festa...
Alla prossima.

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La confraternita dell'uva