mercoledì 15 ottobre 2008

Apartheid scolastico: il segregazionismo sotto il grembiulino



Versteckte Kinder (Bambini nascosti) è il titolo di un libro del 1986 a cura di Marina Frigerio e Simone Bugherr.

Narra le storie di migliaia di bambini italiani figli di emigranti in Svizzera.


" Bambini nascosti in casa dai genitori che non avevano il diritto, secondo le rigidissime leggi svizzere, di portare la famiglia a Berna o a Ginevra. Piccoli fatti entrare di straforo e costretti a vivere come Anna Frank. Sepolti vivi , per anni in un appartamento di periferia. Senza poter ridere, giocare, piangere. Senza poter uscire...Lucia, viveva con i genitori in una stanza di un appartamento abitato da altre famiglie. Quando il padre e la madre andavano al lavoro, la chiudevano dentro a chiave. Uscì fuori per la prima volta quando aveva tredici anni...Anna restò sepolta quattro anni:-Le rare volte che può scendere in cortile non deve parlare con nessuno: sa solo l'italiano e i vicini possono accorgersi della diversità. Non sa cos'è l'altalena. Non riesce a correre perché le manca il fiato. Quando esce dal nascondiglio e può andare a scuola, ha otto anni. La maestra la descrive assente, spesso impaurita. Disegna animali minacciosi di fronte a una piccola bambina.
Trentamila bambini nascosti verso la metà degli anni settanta. Erano così tanti che qua e là, protette in genere da qualche comunità religiosa, esistevano perfino delle scuole clandestine. Elementari. Anche medie."
(da l'Orda di Gian Antonio Stella)


Quando all'inizio degli anni '90 i primi profughi albanesi erano già sbarcati a Brindisi, avevamo ancora in Svizzera almeno un migliaio di figli clandestini.

Pensavo fosse un gran peccato che un simile libro non fosse stato mai tradotto in Italiano.
Oggi dopo l'approvazione della
mozione che introduce il segregazionismo scolastico per i bambini stranieri, sono lieto che non lo sia stato.

Persa irrimediabilmente la speranza che la storia possa loro insegnare alcunché di positivo, bisogna confidare stavolta nella straordinaria ignoranza dei verdastri padani. Perché la degenerazione xenofoba della Lega Nord non si ispiri anche a queste drammatiche storie dell'italica emigrazione per esplicitare ancor meglio un razzismo che è sempre meno paludato.
Un razzismo e una discriminazione etnica ormai sfrontatamente esibiti come principi per il modello di un nuovo ordine italiano.

3 commenti:

giam ha detto...

Sinceramente la cosa divertente è che hanno scritto e detto che le "classi-ponte" servono pure per fornire ai ragazzini una educazione alla legalità.
A me quando noi italiani ci mettiamo a voler insegnare la legalità... mi vien che ridere.
E poi, è banale ma lo dico: facciamo i test di ingresso pure agli italiani? Dai, così ci si diverte...

Roberto Celani ha detto...

Lo sai cosa mi da più fastidio in tutte queste misure?

Che si pretende dallo straniero di turno tutto quello che tra gli italiani è merce rarissima.

Ancora non si capisce che se non è l'esempio ad educare, qualsiasi altra misura non può non essere ritenuta che una discriminatoria vessazione.

Ci mancava pure la xenofobia ammantata di ipocrisia nei confronti dei bambini!

Un comportamento così vigliaccamente violento da risultare nauseabondo.

giam ha detto...

Uè Robe'... Ieri sera alle Iene "interrogavano" i parlamentari della Lega su:
- participio passato di "avere"
- passato remoto di "cuocere"
- chi ha scritto "L'infinito"
- chi ha dipinto L' Ultima Cena
Se non l'hai visto consiglierei di fare 'na capatina sul sito delle Iene.
Ciao

P.S.: oggi ferie... ahhhhh (sospiro)

L'accalappiaPOST

La confraternita dell'uva