giovedì 1 aprile 2010

Avanzata leghista: "libera nos a malo"


Malo è un piccolo centro della provincia di Vicenza. Uno come tanti. Anche lì l'ultima tornata elettorale amministrativa ha visto la larga vittoria del candidato (sindaco uscente alla seconda conferma) sostenuto da Lega e alleati. Un esperienza amministrativa con largo consenso, l'interpretazione del sentire comune, l'ispirazione della legalità senza se e senza ma...eccetera eccetera...
Chi, come Luigi Meneghello, conosceva bene i cittadini maladensi per farne parte integrante, così descriveva il rapporto che gli abitanti di quel luogo avevano storicamente con il senso dello stato...

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in ciò che concerne l'intaresse, lo Stato si considerava quasi universalmente un estraneo importuno che ognuno aveva il diritto e poco meno che il dovere di defraudare. Il rubare era riprovato dai più, ma nella sfera privata, furtiva, classica dei ladronecci notturni di galline, o dei furti dal cassetto d'un negozio o d'una credenza; invece l'arrangiarsi nei confronti di qualunque ente pubblico, o anche di enti impersonali, era molto diffuso; e piuttosto frequente anche l'arrangiarsi nei confronti di gruppi familiari estranei con cui si dividessero orti, cortili, magazzini, cantine,granai. Della prima forma di arrangiamento si parlava apertamente come di cosa naturale e sottintesa emolti se ne vantavano; della seconda non solo non si parlava in pubblico, ma si negava anche l'evidenza. Mentire in caso di bisogno era regola poco meno che generale: si mentiva, se necessario, con grandi segni di croce, e facce stravolte..."

Da "Libera nos a malo" di Luigi Meneghello

Foto concessa in CC da Giopuo

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