sabato 17 aprile 2010

Pasolini e l'omofobia di Don Tarcisio


"Così il Papa, dopo aver denunciato, con drammatica e scandalosa sincerità il pericolo della fine della Chiesa, non dà alcuna soluzione o indicazione per affrontarlo.

Forse perchè non esiste possibilità di soluzione? Forse perchè la fine della Chiesa è ormai inevitabile, a causa del "tradimento" di milioni e milioni di fedeli (soprattutto contadini, convertiti al laicismo e all'edonismo consumistico) e della decisione del potere, che è ormai sicuro, appunto, di tenere in pugno quegli ex fedeli attraverso il benessere e soprattutto attraverso l'ideologia imposta loro senza nemmeno il bisogno di nominarla?

Può darsi. Ma questo è certo: che se molte e gravi sono state le colpe della Chiesa nella sua lunga storia di potere, la più grave di tutte sarebbe quella di accettare passivamente la propria liquidazione da parte di un potere che se la ride del Vangelo. In una prospettiva radicale , forse utopistica, millenaristica, è chiaro dunque ciò che la Chiesa dovrebbe fare per evitare una fine ingloriosa. Essa dovrebbe passare all'opposizione. E, per passare all'opposizione dovrebbe prima di tutto negare se stessa. Dovrebbe passare all'opposizione contro un potere che l'ha così cinicamente abbandonata, progettando senza tante storie, di ridurla a puro folclore. Dovrebbe negare sè stessa, per riconquistare i fedeli (o coloro che hanno un "nuovo" bisogno di fede) che, proprio per quello che essa è, l'hanno abbandonata. Riprendendo una lotta che è peraltro nelle sue tradizioni (la lotta del Papato contro l'Impero), ma non per la conquista del potere, la Chiesa potrebbe essere la guida, grandiosa ma non autoritaria, di tutti coloro che rifiutano (e parla un marxista proprio in quanto marxista) il nuovo potere consumistico che è completamente irreligioso; totalitario; violento; falsamente tollerante, anzi più repressivo che mai; corruttore; degradante (mai più di oggi ha avuto senso l'affermazione di Marx per cui il capitale umano trasforma la dignità umana in merce di scambio).E' questo rifiuto che potrebbe dunque simboleggiare la Chiesa: ritornando alle origini, cioè all'opposizione e alla rivolta.
O fare questo o accettare un potere che non la vuole più: ossia suicidarsi.

da "I dilemmi di un Papa,oggi" di P.P. Pasolini in "Scritti corsari".

Chissà come l'allora insegnante di teologia morale all'Ateneo salesiano di Roma, Don Tarcisio Bertone, avrà giudicato nel Settembre 1974 tale condanna senza appello. Possiamo immaginare poco favorevolmente, solo per usare un eufemismo.

Sarà stata questa attualissima e feroce critica dell'intellettuale e omosessuale simbolo Pasolini il sassolino portato nella scarpa, oppure

sarà stato l'arcigno nome di battesimo che ispira entrate un po' rudi, alla Tarcisio Burgnich per intenderci, nei confronti di un'ala intelligente e scattante com'era il giovane Pasolini, a ispirare le recenti e offensive (per la comunità GLBT e per l'intelligenza umana) dichiarazioni dell'alto gerarca vaticano?





Foto dai musei Vaticani concessa in CC da Uccio2

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