giovedì 22 aprile 2010

L'ombra di Montalbano

Una nuova notizia di biodiversità a rischio giunge dalla Sicilia.
Quelle monumentali sculture della natura che sono i secolari esemplari di olivo saraceno, sembrano sempre più in pericolo d'estinzione. Tornano in mente le righe ispirate a Camilleri da quelle magnifiche presenze arboree che hanno contrassegnato per secoli il paesaggio dell'isola...


"Pareva un àrbolo finto, di teatro, nisciùto dalla fantasia di un Gustavo Doré, una possibile illustrazione per l'Inferno dantesco. I rami più bassi strisciavano e si contorcevano terraterra, rami che, per quanto tentassero, non ce la facevano a issarsi verso il cielo e che a un certo punto del loro avanzare se la ripinsavano e decidevano di tornare narrè verso il tronco facendo una specie di curva a gomito o, in certi casi, un vero e proprio nodo. Poco doppo però cangiavano idea e tornavano indietro, come scantati alla vista del tronco potente, ma spirtusato, abbrusciato, arrugato dagli anni. E, nel tornare narrè, i rami seguivano una direzione diversa dalla precedente. Erano in tutto simili a scorsoni, pitoni, boa, anaconda di colpo metamorfosizzati in rami d'ulivo. Parevano disperarsi, addannarsi per quella magarìa che li aveva congelati, "canditi", avrebbe detto Montale, in una eternità di tragica fuga impossibile. I rami mezzani, toccata sì e no una metrata di lunghezza, di subito venivano pigliati dal dubbio se dirigersi verso l'alto o se puntare alla terra per ricongiungersi con le radici."
da "La gita a Tindari", di Andrea Camilleri, (Ed. Sellerio Editore Palermo)
Foto di Leonardo Caforio concessa in CC da Zunardu

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